"Liberalizziamo la Francia". Il via di Sarkozy alle riforme

La commissione Attali presenta le sue proposte. Dalla maggioranza di goverrno inviti alla prudenza. Polemiche per la possibile abolizione dei dipartimenti

da Parigi

«Salutiamo il carattere originale, innovatore e audace del rapporto della Commissione Attali, ma ci prepariamo ad analizzare senza alcun tabù le sue 314 proposte», dice Jean-François Copé, presidente del gruppo Ump (Union pour un Mouvement populaire) all'Assemblea nazionale, a proposito del documento conclusivo del gruppo di 41 persone che ha esaminato le misure destinate a «liberare la crescita economica francese». È stato il presidente Nicolas Sarkozy a insediare in agosto la commissione d'esperti (compresi gli italiani Franco Bassanini e Mario Monti), che ha lavorato sotto la guida di Jacques Attali, ex consigliere di François Mitterrand. Oggi il «rapporto Attali» (i cui contenuti sono stati anticipati sabato scorso dal Giornale) viene ufficialmente consegnato a Sarkozy, che ha promesso di tradurlo in pratica senza guardare in faccia nessuno. Sarkozy vuole mostrarsi un liberalizzatore dell'economia, grande estirpatore di lacci e lacciuoli dannosi allo sviluppo delle forze produttive. Dunque si prepara a prendere la palla al balzo per estendere la concorrenza in settori del commercio e dell'artigianato rimasti finora relativamente protetti. Però nel suo stesso partito (appunto l'Ump) sono in molti a preferire una linea prudente.
Jean-François Copé respinge una frase pronunciata da Attali, secondo il quale le proposte della commissione sono «da prendere o lasciare». Interpretando l'opinione di molti parlamentari dell'Ump, Copé dice che il rapporto dev'essere oggetto di uno studio accurato e che poi tocca alle autorità istituzionali varare le necessarie riforme. Il rapporto non è insomma un pacco da prendere a scatola chiusa, ma un insieme di suggerimenti da discutere liberamente. Ecco Copé creare quattro gruppi di discussione in seno alla rappresentanza del partito all'Assemblea nazionale in merito al «rapporto Attali» . In particolare i deputati del centrodestra (e non certo solo loro) sono ostili a una proposta del «rapporto Attali»: l'abolizione dei dipartimenti, corrispondenti alle nostre province. Per molti di loro il potere passa proprio per il controllo di un dipartimento, istituzione fondamentale dell'amministrazione. Le targhe delle auto includono il numero del dipartimento, una specie di marchio d'origine per ogni cittadino d'Oltralpe. Abolire i dipartimenti sarebbe davvero un trauma per la classe politica, per la pubblica amministrazione e anche per la gente comune.
La presenza del primo ministro François Fillon alla riunione dei deputati Ump sembra un sostegno alla linea prudente di Copé. Lo stesso deputato Ump Frédéric Lefebvre, amico di Sarkozy, ha criticato i concetti di «tutto o niente» che piacciono invece ad Attali. Sembrano venire a galla le perplessità dei deputati di centrodestra nei confronti di una commissione guidata da un «liberalizzatore di sinistra» come alcuni considerano l'ex socialista, mitterrandiano di ferro, Attali. Altri deputati Ump, come l'ex presidente dell'Assemblea nazionale Patrick Ollier (marito della ministra dell'Interno Michèle Alliot-Marie), insorgono contro la proposta della Commissione Attali di aumentare il numero dei visti agli extracomunitari per favorire la crescita.