Liberata la ragazza rapita a Novara

Barbara Vergani, la ragazza di 24 anni rapita sabato notte a Borgomanero, vicino Novara, è stata liberata. I sequestratori avevano chiesto un riscatto di quattro milioni di euro. Non si sa ancora se sia stato pagato o meno. Le autorità avevano disposto il blocco dei beni della famiglia, come previsto dalla legge. Il rapimento era avvenuto sabato tra le 22 e le 23, quando la Peugeot co a bordo la ragazza era stat bloccata dai malviventi. Nella notte la telefonata: &quot;Abbiamo noi tua figlia&quot;.<a href="/a.pic1?ID=168207"><strong>In un anno 545 sequestri</strong></a>

Novara - La ragazza rapita la notte di sabato è stata liberata. L'incubo è durato 24 ore. L'hanno trovata per strada, tra Cavaglio e Ghemme (20 km circa dalla sua abitazione). Quattro persone che stavano rientrando a casa dopo essere stati a cena l'hanno notata. Era lei, Barbara Vergani, la ragazza rapita sabato notte. Lei si è avvicinata al gruppetto e ha detto chi era. Subito sono stati chiamati i carabinieri e la ragazza è stata poi condotta dai militari presso la stazione dell'Arma di Borgomanero, dove l'hanno raggiunta i suoi familiari. Era in buone condizioni e ha detto di essere stata trattata bene, anche se la sua prigionia è durata appena un giorno. Un giorno di paura e di grandissima apprensione per la sua famiglia. Barbara è figlia di un impresario edile di Miasino, piccolo paese sul Lago d'Orta. I suoi rapitori avevano chiesto un riscatto di quattro milioni di euro per liberarla. L'agguato è avvenuto a Borgomanero tra le 22 e le 23 di sabato. La giovane era a bordo della sua auto e viaggiava in direzione di Novara. Era attesa da amici per trascorrere insieme il sabato notte.

Riscatto La richiesta era contenuta su un foglio di carta dattiloscritto appoggiato alla cancellata dell'impresa edile "Cusiana Costruzioni". La cifra a sei zeri: quattro milioni di euro. La Direzione distrettuale antimafia, che coordina le indagini e che dalle prime ore dell'alba ha ascoltato parenti e amici della giovane rapita, ha disposto il blocco di tutti i beni della famiglia, come prevede la legge sui sequestri di persona.

Le indagini Cominciate nella notte, sono proseguite per l'intera giornata a 360 gradi: al vaglio degli inquirenti tutte le ipotesi, dall'ambiente di lavoro del padre a possibili bande di balordi allettate dalla possibilità di un facile guadagno. Davanti ai magistrati non solo i famigliari più stretti, ma anche amici di famiglia, dipendenti e colleghi di lavoro.

Auto bloccata Alcuni testimoni avrebbero detto ai carabinieri di avere notato una Golf bianca che ha costretto la Peugeot a fermarsi. Barbara è scesa ed è stata aggredita da tre persone (una quarta è rimasta al volante). La Golf è poi fuggita velocemente in direzione del casello dell' autostrada Genova Voltri-Sempione. Quando i carabinieri arrivano sul luogo dell'agguato trovano la Peugeot con le portiere aperte. Avvertono i familiari che si recano nella caserma di Borgomanero. Poi convocano anche molte altre persone, amici, conoscenti, dipendenti dell'azienda paterna, la Nuova Cusiana Costruzioni, specializzata in scavi, opere strutturali, lavori stradali, costruzioni e ristrutturazioni di immobili.

Il rapimento E' scattato intorno alle 22. A bordo della sua auto, una Peugeot, la ragazza stava percorrendo una strada periferica di Borgomanero diretta a Novara, dove la attendeva una serata in compagnia degli amici. Secondo alcuni testimoni, però, la vettura della giovane sarebbe stata affiancata da un'altra macchina, una Golf bianca che sbarrandole la strada, avrebbe costretto la ragazza a fermarsi. Sempre secondo quanto è stato riferito da alcune persone ai carabinieri, giunti poco dopo sul posto, dalla Golf sarebbero scese tre persone, che dopo aver rotto il finestrino dell'auto, avrebbero costretto Barbara a seguirli sulla vettura, dove era rimasta una quarta persona, poi partita a forte velocità verso l'autostrada Voltri-Sempione.

La telefonata Il timore che si trattasse di un sequestro è diventato realtà poco dopo, quando nella casa di frazione Pisogno è arrivata la prima, e per ora unica rivendicazione, ''Abbiamo noi tua figlia''. Da subito sono cominciate i controlli delle forze dell'ordine, con posti di blocco in tutto il Piemonte, e dalle prime ore della mattina anche con l'utilizzo di elicotteri che hanno sorvolato piu' volte la zona e con perlustrazioni a piedi che non hanno trascurato alcun possibile nascondiglio.

Famiglia benestante La famiglia Vergani è molto nota e benvoluta nella zona, come conferma il sindaco, Armando Beltrami. ''Sono una famiglia benestante, è vero, ma certo il loro benessere è dovuto al grande lavoro quotidiano'', ha confermato raccontando il suo legame di amicizia. Carlo Vergani oltre all'impresa edile con una quindicina di dipendenti, ha anche interessi nel settore alberghiero. A detta di tutti la famiglia Vergani è molto unita. La ragazza aveva anche deciso di lasciare gli studi per stare accanto alla mamma malata. ''Ho incontrato la famiglia questa mattina, poco dopo il loro ritorno dalla caserma di Borgomanero per portargli la solidarietà di tutta la comunità - ha riferito il sindaco -. Sono tutti molto provati com'è naturale in questi casi ed io ho cercato di infondere loro un po' di fiducia. Da quanto mi hanno detto non hanno mai avuto sentore, nemmemo negli ultimi tempi, che potesse accadere loro qualcosa di così grave''