LIBERATECI DAGLI IMBECILLI

C’è chi esagera nel dipingere la manifestazione del 25 aprile come una sfilata di cosacchi inferociti, ma che dire di coloro che ti spiegano che gli incivili erano solo quattro imbecilli? Ma allora perché i quattro imbecilli non vengono mai cacciati a pedate nel sedere? Perché durante i cortei non si crea mai un clima di riprovazione verso costoro, quel clima che viceversa si crea per altri ed è sufficiente per esempio a scoraggiare una Moratti che spinge il padre in carrozzella? Perché la folla ha fischiato lei e non i bruciatori di bandiere israeliane?
Certo, costoro non erano propriamente il cuore della manifestazione, erano una costola degli Autonomi, perché gli Autonomi ora hanno anche le costole oltre che il sedere (lo hanno mostrato ai fotografi) e insomma erano una cinquantina di immigrati violenti che non vanno confusi con tutti gli altri, come no, e tuttavia non sono loro ad aver esibito contro Letizia Moratti dei cartelli già preparati: e allora perché dovremmo fingere di credere che a gettare monetine e a insultarla pesantemente fossero quattro imbecilli anziché centinaia di idioti? Perché Romano Prodi ha fatto solo un debole cenno all’accaduto e pochissimi altri si sono limitati a reazioni d’ufficio? Perché Fausto Bertinotti ha espresso solidarietà con un giorno di ritardo e solo dopo che l’ambasciatore israeliano aveva fatto un comunicato?
Se al corteo non può andare una donna col padre deportato già medaglia della Resistenza, che sarebbe accaduto di un cittadino che avesse manifestato con la bandiera di Forza Italia al pari di chi sventolava bandiere di sinistra? Con che faccia dunque s’invita, prima e dopo, all’unità del Paese? Con che spocchia ci si limita a dire che i fischi non hanno mai fatto male a nessuno quando di ben altra e impraticabile temperatura stiamo parlando? Se è strumentale voler accomunare tutti i bravi manifestanti a cinquanta balordi, non è altrettanto strumentale voler addebitare solo a cinquanta balordi l’ostilità percepibile in questo e in tutti i cortei appaltati dalla sinistra?
Se davvero si trattasse di «un’infima e isolata minoranza fischiante» come ha scritto l’Unità, che ci vorrebbe a isolarla e a biasimarla come a sinistra sono da sempre bravissimi a fare? Perché Pecoraro Scanio e Bertinotti hanno voluto premettere che «erano e restano nemici della riforma Moratti»? Che c’entra? Perché l’Unità ha fatto spallucce scrivendo che «Non staremo a chiederle conto del suo passato e presente berlusconiani»? Perché dobbiamo leggere articoli come quelli di Elisabetta Soglio, pasionaria del cdr sinistro del Corriere, la quale ha scritto che «la presenza della Moratti al corteo puzzava di manovra elettorale» prima di descrivere le sue «lacrime acchiappavoti»? E perché dobbiamo leggere altri burbanzosi editoriali come quello del fassiniano Federico Geremicca (La Stampa) in cui si apprende che i fischi alla Moratti sono colpa di Berlusconi? Il capo dell’opposizione ha detto che non dovrebbe essere Ciampi bensì il suo sostituto a dare l’incarico a Prodi, e una posizione politica ci pare legittima, e invece no, secondo Geremicca ha fatto perdere «senso di responsabilità e lume della ragione» a Berlusconi, dopodiché ecco il doppio carpiato con avvitamento: «Sono situazioni così a favorire episodi vergognosi come quello andato in scena a Milano, dove la signora Moratti è stata insultata». E che c’entra? C’entra qualcosa? Ma che razza di festa della Liberazione credevate che fosse, di che cosa vi illudevate d’esservi liberati?