Liberati ma schiavi

Vendicatori degli umili, liberatori degli oppressi. Ma nell’eden dei giusti non c’è pietà per i più deboli. I bambini per esempio. Li trovi nelle fabbriche: turni di 12 ore, anche di notte, salari sui 60 euro al mese, meno della metà del minimo legale, spesso muoiono sul posto. Poi il traffico di schiavi, quasi sempre donne e bambini, rapiti nelle campagne o tra gli immigrati ai margini delle città e poi venduti al mercato della prostituzione o degli organi, che compra anche i corpi dei condannati a morte giustiziati a seconda delle richieste delle ricche strutture sanitarie private. È la nuova via della ricchezza. Lunga non si sa. Ma marcia di sicuro.