Liberato

L’identità di questo francescano è controversa. Secondo una certa tradizione nacque in un anno imprecisato a Loro Piceno, dalle parti di Macerata. Si dice che avesse legami di parentela con i nobili Brunoforte ma non è sicuro. Era molto giovane quando prese l’abito francescano nel convento di Soffiano (che oggi non esiste più). Si impegnò fin da subito per una vita improntata alla più stretta osservanza della regola francescana, cosa che lo portò ad associarsi ai beati Umile e Pacifico in un programma che riportasse l'intero ordine francescano alla regola delle origini. Liberato morì verso il 1260 e i suoi confratelli abbandonarono il convento di Soffiano portandosene dietro il corpo. Fra Liberato era tenuto in gran conto di santità e il nuovo convento che i frati fondarono fu intitolato proprio a lui. Sappiamo che in questo convento, chiamato di San Liberato, in seguito si sviluppò il movimento francescano detto degli «spirituali», che si diffuse nelle Marche e finì col separarsi dall’ordine. La Chiesa in seguito dovette condannare questo movimento eccessivamente rigorista che pretendeva che solo la sua fosse l’interpretazione autentica della regola francescana. Tornando all’identità di Liberato, c’è chi dice che era lui il frate di Soffiano a cui apparve la Madonna. E c’è anche chi avanza l’ipotesi che il Nostro fosse in realtà Pietro da Macerata, leader degli «spirituali» delle Marche. Costui, infatti, assunse proprio il nome di Liberato quando il suo movimento si separò dall’ordine francescano. Il culto del b. Liberato divenne ufficiale col b. Pio IX.