Liberazione attacca il «pentito» Testa

Duro attacco del quotidiano comunista Liberazione all’ex presidente Enel Chicco Testa. La «colpa» di Testa, fondatore 20 anni fa di Legambiente, è quella di aver difeso sul Giornale le ragioni di un ritorno al nucleare in Italia. Liberazione lo ha definito «un pentimento sospetto». Perché? Gli incarichi dello storico ambientalista Testa spiegherebbero le sue nuove - e inaspettate per Liberazione - posizioni su energia pulita e atomo. «Chissà se a spingere Testa - scrive Liberazione - conta di più la sua esperienza alla presidenza dell’Enel o quella meno nota di membro dell’European Advisory Board del Carlyle Group, il mega-fondo di investimento della famiglia Bush». «Certo da Chicco Testa - continua il quotidiano comunista- non ci si aspetterebbe una tale entusiastica adesione per qualunque progetto in cantiere - dai futuristici gassificatori off shore alle vecchie centrali della generazione di Chernobyl che l’Enel ha recentemente acquistato in Slovacchia e che si accinge a completare. Del resto, secondo Chicco Testa, non è questo il nocciolo dei progetti energetici proposti da Bush e da Blair ai rispettivi paesi? Quel che c’è di diverso è che in Gran Bretagna, così come negli States, gli ambientalisti di vecchia data non si limitano a fare il tifo ma criticano, indagano e, conti alla mano, smontano le nuove svolte energetiche». Ma che un ambientalista di vecchia data possa difendere il nucleare, per Liberazione, è mistero che proprio non si può spiegare.