«Libere oggi le due sudcoreane»

Kabul. I talebani rilasceranno oggi due dei 21 ostaggi sudcoreani nelle loro mani: le due donne ammalate. Lo ha detto ieri sera Merajuddin Pattan, il governatore della provincia di Ghazni, dove si sono tenuti tre giorni di trattative dirette fra rappresentanti del governo di Seul e dei guerriglieri. Sabato i talebani avevano comunicato di volere liberare in giornata le due prigioniere, poi, però, ci avevano ripensato.
Poco prima dell’annuncio del governatore, un portavoce dei talebani, raggiunto al telefono dall’agenzia di stampa Reuters, aveva detto che «il consiglio dei nostri capi ha deciso di rilasciare i due ostaggi entro ore», aggiungendo che «stanno male» e augurandosi che «la loro liberazione abbia come riflesso il rilascio di nostri prigionieri». Il governo afghano ha comunque ribadito che non intende scarcerare talebani. I ribelli avevano catturato il 19 luglio scorso 23 sudcoreani, tra cui diciotto donne. Due ostaggi erano stati uccisi poco dopo il sequestro.
Concludendo ieri a Kabul i lavori della «Jirga di pace» - i cui lavori sono durati quattro giorni e a cui hanno partecipato 700 notabili, esponenti religiosi e capi tribali di Afghanistan e Pakistan - il presidente pachistano Pervez Musharraf ha ammesso che i talebani che insanguinano l’Afghanistan hanno le loro basi nelle zone tribali del Pakistan e ha invitato il capo di Stato afghano Hamid Karzai, presente alla riunione, a cooperare con Islamabad per sconfiggere i teroristi.