Il liberismo illuminato di un Grande Genovese

Gentilissimo dottor Lussana, sono grato a Peppino Orlando per aver ricordato un Grande Genovese. Mi permetta di aggiungere qualche mia modesta osservazione. Nei lontani anni '50, ho lavorato - con orgoglio ed entusiasmo perché credevo e credo tuttora in alcuni valori - alla Confindustria a Roma. Ricordo di aver partecipato alle assemblee annuali della stessa (Eur - Palazzo dei Congressi), ed ho ben fisso in mente quanto e soltanto si richiedeva ai ministri presenti: libertà di lavorare, intraprendere e commerciare entro norme sicure ma non penalizzanti. Già allora Fanfani e C. (ma non dimentichiamo i nostri Bo e Taviani) parlavano un linguaggio equivoco, molto vicino a quello dei socialcomunisti («24 ore» giornale ufficiale dall'Assolombarda li definiva «comunisti bianchi») ed il verbo più ricorrente (...)