Libero l’imprenditore sequestrato in Messico

Vent’anni la nipote Roberta rimase un mese nelle mani dei rapitori calabresi, ora è toccato a lui, Giampietro detto «Giannino», patriarca della nota famiglia di industriali bresciani Ghidini. L’imprenditore infatti è stato sequestrato e costretto a firmare documenti e assegni mentre si trova in Messico dove ha impiantato una società di materiali ferrosi. Un giorno di terrore poi il rilascio, l’allarme lanciato ai famigliari infine il ritorno previsto in queste ore su Milano.
Ghidini, 69 anni, è infatti un piccolo «tycoon» di Lumezzate, con interessi sparsi un po’ in tutta Italia e nel mondo, amico di lunga data della famiglia Gnutti. Nel 1983, attraverso la «Silmet Spa», acquistò infatti dagli Gnutti il loro opificio di via Armieri a Brescia e l’anno dopo l’intero complesso attraverso la «Ghidini Trafilerie Spa». Sempre con gli Gnutti e altri imprenditori della provincia ha partecipato alla scalata alla Telecom a fine anni ’90 e alla Montedison all’inizio del Duemila. Attualmente è titolare anche della «Ghidini illuminazione» fondata oltre trent’anni fa, una delle maggiore aziende nel campo della produzione di apparecchi tecnici per l’illuminazione da esterni. La società importa poi importanti marchi stranieri come l’australiana Solus, la belga Tal e la tedesca Lts.
Il 15 novembre del 1991 il cognome balzò agli onori della cronaca nazionale quando Roberta, allora ventenne, figlia del fratello Antonio, re del rame, fu rapita da una banda di calabresi. Rimase 29 giorni nelle mani dei malviventi fino a quando, braccati dalle forze dell’ordine, furono costretti a rilasciarla. Presi uno dopo l’altro, gli otto responsabili del sequestro furono arrestati e condannati nel novembre dell’anno dopo a pene fino a 17 anni.
E ora è toccato allo zio «Giannino» che ne frattempo aveva aperto in Messico la «Giada Trading» un impianto di riciclaggio di specializzato nel recupero metalli. L’imprenditore aveva posto la sua base operativa a La Paz, cittadina di quasi 200mila abitanti, capitale dello stato della Bassa California del Sud, nonché uno dei principali porti sul golfo di California. E proprio dall’azienda stava rientrando giovedì sera quando sarebbe stato bloccato da tre malviventi armati di pistola che l’hanno tenuto sequestrato per 24 ore. L’imprenditore sarebbe stato quindi rilasciato dopo aver firmato assegni e documenti societari. Appena libero ha chiamato i famigliari che hanno informato i carabinieri di Brescia facendo così scattare le indagini. Ghidini è atteso in queste ore a Lumezzate dove sarà interrogato dagli investigatori.