Libertà di parola inutile se non c’è la sicurezza

Oggi, se voglio, posso dire e scrivere che il governo è un governo «di m...» e nessuno mi fa nulla. È una libertà di cui farei volentieri a meno. La libertà di parola e di quella d’informazione non compensano affatto lo sfacelo in cui è ormai piombata la nazione. Paradossalmente si deve dire che brucia da capo a piedi e fa acqua da tutte le parti. Mai visti tanti incendi boschivi dolosi, mai visto tanta efferata delinquenza e illegalità come ora. Ci ritroviamo, non si sa bene perché, qualche milione di clandestini, che vuol dire illustri sconosciuti, senza nome e patria di origine certi. Spendiamo così immense risorse in salvataggio e assistenza per decine di migliaia di stranieri, come per spegnere gli incendi senza mai punire a dovere almeno uno dei piromani. Mancano le leggi, dicono. Quindi spendiamo anche immense risorse per mantenere una classe politica inetta e dei governi che non sono nemmeno capaci di legiferare con criterio e tempestività. Che me ne faccio della libertà, se immigrati clandestini mi rapinano in centro città, e mi mandano all’ospedale, restando impuniti, come quando assaltano ville e torturano, stuprano e uccidono barbaramente? Che me ne faccio, se simili fatti sono ormai roba di tutti i giorni in Italia?