La libertà di stampa di Bocchino: bavaglio al «Giornale»

Cari colleghi,
torniamo sull'episodio accaduto qualche giorno fa in Aula ai fini di una utile e comune riflessione.
In primo luogo è un evidente errore politico e comportamentale cadere nelle provocazioni altrui, reagendo con comportamenti che anche minimamente possono essere caratterizzati da elementi di violenza.
Quasi in ogni seduta l'On. Barbato adotta un atteggiamento volutamente provocatorio. Di conseguenza si tratta di un comportamento abituale - che certamente richiede anche richiami più netti da parte della presidenza della Camera sulla base degli articoli 59 e 60 del regolamento - ma proprio per questo non si deve reagire alle provocazioni con risposte sbagliate e incongrue.
Facendo riferimento alla storia del nostro Parlamento certamente nessuno può dare lezioni, perché anche da sinistra nel passato sono stati provocati scontri e risse, ma comunque nessun deputato del Pdl - partito di governo e di maggioranza relativa, soggetto politico nel quale sono confluiti i moderati, i riformisti, i rappresentanti della destra democratica - deve mai più commettere errori di questo tipo. Perdipiù in una situazione di crisi economico-sociale, in una realtà mediatica nella quale prosegue l'opera di demonizzazione del presidente Berlusconi, in una società percorsa anche da inquietanti e contrapposte tendenze alla violenza bisogna evitare in ogni modo che il Parlamento dia esempi negativi proprio su questo terreno.
Il ferimento del presidente Berlusconi di qualche mese fa - al quale è stato dato da parte della magistratura che si è occupata del caso una risposta a nostro avviso elusiva e preoccupante - è stato un campanello d'allarme che dovrebbe far riflettere tutti.
Detto tutto ciò, alcune valutazioni sulle recenti vicende parlamentari. Il gruppo parlamentare del Pdl alla Camera ha il dovere politico di sostenere i provvedimenti del governo. A parte la bioetica una generalizzata libertà di coscienza determinerebbe conseguenze devastanti sull'indirizzo politico e sull'identità del gruppo. Sul disegno di legge presentato dal ministro Giorgia Meloni è stata fatta una riunione nel corso della quale tutti gli aspetti di esso sono stati esaminati e approfonditi. Nel corso della riunione nessuno aveva avanzato i rilievi che poi sono stati mossi in Aula da parte di qualche nostro collega.
Noi siamo evidentemente rispettosi della libertà di pensiero e di parola di ogni singolo deputato, ma essa va conciliata con la disciplina del gruppo e con l'esigenza politica di sostenere i provvedimenti del governo. Fra l'altro questa contestazione proveniente da colleghi del nostro gruppo ha portato al mutamento di linea da parte di altri gruppi parlamentari di opposizione che invece avevano espresso il loro consenso al provvedimento.
Di conseguenza da un lato manifestiamo la nostra piena solidarietà politica al ministro Giorgia Meloni, dall'altro lato abbiamo convenuto sulla proposta del presidente Donato Bruno di ritornare in commissione per creare le condizioni della sua approvazione.
Questa lettera inviata agli appartenenti al gruppo anche a seguito del recente episodio in Aula, vuole essere uno strumento di comunicazione politica e di dialogo che ci ripromettiamo di continuare a usare, consapevoli evidentemente della necessaria e sempre produttiva dialettica all'interno del nostro gruppo parlamentare.
Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti i colleghi che in Aula, in commissione e sul territorio assicurano l'azione parlamentare e politica del Pdl.
*Capogruppo Pdl alla Camera