Libertà di stampa, saggezza borbonica e lager piemontesi

Caro Paolo, la tua risposta al lettore Sapienza - 05/05/09 - con la quale ci informi di tale Dato Param Cumeraswamy, autore di una relazione pro Freedom House che definisce l’Italia di Berlusconi come «parzialmente libera» e ci sveli come costui si dimostri del tutto inattendibile in quanto digiuno delle più elementari conoscenze giuridiche italiane, la tua risposta, dicevo, mi ricorda analogo comportamento di quel William Gladstone che, negli anni 1850/1860, su incarico di Palmeraton, scrisse sul regno di Napoli definendolo «la negazione di Dio» e orrende le sue carceri salvo, poi, confessare nel 1888 a cose italiane unificate, d’essersi inventato tutto sulla scorta di talune informazioni avute dai «patrioti» del calibro, ad esempio di Liborio Romano. Ne potresti parlare ai lettori rammentando, per amor di verità, come il Savoia, a differenza del Borbone, disponesse, invece di campi di concentramento, e carceri infernali, ad Alessandria, a S. Maurizio, a Fenestrelle e in altri Siti?