La libertà di stampa secondo i pm

Indagato, ora a rischio d’essere processato; la colpa? Aver fatto il proprio lavoro che, nel caso di un direttore di giornale, è dare notizie. È quanto accade in questi giorni ad Angelo Santagostino, direttore de La Gazzetta del Molise, free-press regionale e destinatario di una comunicazione di «fine indagini preliminari» da parte del procuratore di Larino (Campobasso), Nicola Magrone, ex parlamentare di centrosinistra. Indagini su che cosa? Il 12 giugno scorso Santagostino - come scriveva ieri nel suo editoriale - pubblica la notizia della richiesta di rinvio a giudizio da parte del procuratore generale della Corte d’appello di Campobasso nei confronti del capitano della Compagnia dei carabinieri di Termoli per falso ideologico. Il direttore di un giornale locale, con una notizia tale, non può neanche porsi il dubbio se pubblicarla o no. Sempre che sia vera (e lo è). Cosa viene contestato allora? La tempistica: l’aver pubblicato lo scoop quando avrebbe dovuto essere un dato segreto. Insomma, anche la libertà di stampa ha i suoi tempi.