Libia, ancora scontri in piazza L'Egitto festeggia la liberazione

La terza città della Libia in mano ai manifestanti. Il governo minaccia il pugno di ferro. <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/a.pic1?ID=506890">Egitto, è festa piazza Tahrir</a></strong>

Tripoli - I manifestanti anti-governativi, con l’appoggio di alcuni poliziotti che hanno deciso di disertare, sarebbero riusciti a sopraffare le forze di sicurezza libiche e ad assumere il controllo di Beida, in Cirenaica, terza città del Paese per importanza: a sostenerlo sono due diverse organizzazioni dell’opposizione in esilio, entrambe con sede a Ginevra. "Beida è nelle mani del popolo", ha dichiarato Giumma el-Omami del gruppo Libyan Human Rights Solidarity. "La città è fuori dal controllo del regime di Gheddafi", gli ha fatto eco Fathi al-Farwali del Comitato Libico per la Verità e la Giustizia. I due oppositori hanno precisato di essere venuti a conoscenza della situazione attraverso i propri contatti telefonici sul posto. Le loro affermazioni non hanno peraltro trovato finora riscontri da parte di fonti indipendenti.

Tensione alta La situazione in Libia è ancora di forte tensione. Se la parte orientale del paese è attraversata dalle proteste anti-governative, a Tripoli la situazione appare sotto controllo, tanto che Gheddafi si è concesso un tour notturno della città. Lo ha fatto usando un automobile scoperta e fermandosi in Piazza Verde per un vero e proprio bagno di folla. Il bilancio aggiornato degli scontri di giovedi fra forze dell’ordine e dimostranti, soprattutto a Bengasi e al Beida, è di 24 morti e di decine di feriti. Lo ha riferito in una nota Human Rights Watch citando numerosi testimoni.

Nuove proteste a Bengasi Migliaia di manifestanti sono tornati in strada nella città orientale di Bengasi per protestare contro Gheddafi. Un testimone citato dalla radio della Bbc, riferisce di scontri tra i manifestanti e la polizia, che ha fatto ricorso alle pistole. Intanto sono attesi per oggi i funerali delle vittime degli scontri di ieri a Bengasi e nella vicina Al Bayda, catalizzando probabilmente ulteriori proteste. 

Riforme rinviate È stata rinviata a data da destinarsi la seduta d’urgenza del Congresso Generale del Popolo, il Parlamento libico, convocata per lunedì prossimo a Tripoli. A rivelarlo è il quotidiano libico Quryna, secondo il quale "le autorità libiche non hanno fornito spiegazioni circa le ragioni di questo rinvio". Fonti autorevoli citate dal quotidiano spiegano che "la riunione di lunedì era stata convocata per decidere importanti cambiamenti da attuare all’interno del governo, in particolare per sostituire alcune alte personalità dell’esecutivo", e per decidere su "importanti riforme rispetto al decentramento amministrativo".

Rinvio riunione Lega Araba Tripoli ha annunciato un rinvio del vertice della Lega araba in programma a Bagdad il 29 marzo. In un dispaccio dell’agenzia Jana si sostiene che la decisione sarebbe stata presa "alla luce della situazione nel mondo arabo", chiaro riferimento alle proteste popolari che hanno infiammato molti Paesi del Nordafrica e del Medio Oriente. La notizia è stata però smentita dall’ambasciatore iracheno alla Lega araba, Kais al Azzawi, il quale ha detto che non è stata ancora presa alcuna decisione.