Libia, la città di Bani Walidin mano ai miliziani lealisti

I fedeli al vecchio regime di Gheddafi hanno occupato la città, issando la bandiera verde della Jamahiriya sui palazzi principali. Cinque vittime tra gli ex ribelli

In Libia si continua a combattere. Secondo la tv satellitare al-Arabiya la città di Bani Walid sarebbe caduta in queste ore nelle mani dei miliziani del Warfalla, fedeli al vecchio governo di Gheddafi. I lealisti, che secondo le prime voci avrebbero occupato alcuni quartieri centrali della città, attualmente controllerebbero l'intera Bani Walid e avrebbero innalzato la bandiera verde della Jamahiriya.

Ad opporsi ai miliziani lealisti, che hanno attaccato le brigate di ex-ribelli utilizzando gli stessi mezzi dell'esercito, un piccolo manipolo di soldati, in aiuto dei quali il Consiglio nazionale ha inviato rinforzi della brigata 28 maggio, partiti da Tripoli e da Misurata. In volo anche gli elicotteri, destinati a soccorrere gli ex-ribelli circondati dai miliziani lealisti. Siti internet vicini a Gheddafi parlano di quattro vittime e una trentina di feriti, dovute agli scontri odierni. Ma il numero è destinato a crescere e secondo M'Barek al-Fotmani, fonte del posto, le vittime sarebbero già cinque. Difficile anche il soccorso dei feriti, circondati dai lealisti.

La città di Bani Walid, a 150 chilometri a sud della capitale Tripoli, è considerata una delle roccaforti più fedeli a Gheddafi ed è stata tra le ultime sacche di resistenza a cadere nelle mani dei ribelli. Città madre delle tribù dei Warfalla, che dall'inizio della rivolta si è divisa tra i fedeli al vecchio regime e la rivolta, è stata liberato solo lo scorso 17 ottobre, grazie alle milizie del Consiglio nazionale transitorio. Alla tribù dei Warfalla, artefice dell'attacco, appartiene anche Mahmoud Jibril, numero due del Cnt. La tribù non rappresenta una compagine compatta, piuttosto l'insieme di molti clan, quindi un blocco tutt'altro che monolitico.