Libia, il Cnt promette elezioni entro 18 mesi I ribelli: "Il raìs è qui, è nostro diritto ucciderlo"

I lealisti respingono l'ultimatum lanciato ieri dai ribelli e propongono di inviare un figlio di Gheddafi alla Nato per negoziare un governo di transizione. E' ancora giallo sulla sorte del Colonnello. Alti responsabili del Cnt credono sia ancora in Libia e chiedono la sua testa. E la Ue è pronta a revocare le sanzioni petrolifere
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Tripoli - A dieci giorni dall'ingresso dei ribelli a Tripoli, Muammar Gheddafi è ancora introvabile. Che sia fuggito in Algeria insieme ai suoi familiari? I ribelli credono di no: "L’informazione che ho è questa: Gheddafi è, all’80%, ancora in Libia", ha dichiarato Omar Hariri, responsabile degli affari militari del Cnt a Tripoli. "Riteniamo che si trovi in Libia. È nostro diritto ucciderlo", ha aggiunto Ahmad Darrad, responsabile degli interni. "Lui ci uccide. È un criminale, un fuorilegge. In tutto il mondo se un criminale non si arrende, è diritto di coloro che devono far rispettare la legge di ucciderlo", ha detto ancora Darrad che ha il compito di gestire la creazione del ministero dell’Interno una volta formato un nuovo governo in Libia.Solo dieci giorni fa il presidente del Cnt, Mustafa Abdul Jalil, aveva chiesto ai suoi di risparmiare la vita del raìs perché fosse processato. Secondo gli insorti, il rais si nasconde a Bani Walid, a sud est di Tripoli o nei dintorni della capitale. Altre voci danno Gheddafi vicino a Sirte, sua città natale, secondo altre indiscrezioni potrebbe essere fuggito
a Sebha, una località nel deserto.

I lealisti rifiutano l'ultimatum I lealisti, intanto, respingono l'ultimatum lanciato ieri dai ribelli che avevano chiesto una resa entro sabato. Il portavoce del regime Moussa Ibrahim, in una telefonata fatta alla redazione dell’Associated Press a New York ha detto che "nessuna nazione onorabile e dignitosa accetterebbe un ultimatum di bande armate". Ibrahim ha però riproposto l’offerta di mandare un figlio di Gheddafi a negoziare la formazione di un governo di transizione con gli insorti.

Elezioni entro 18 mesi Entro due settimane verrà completato il trasferimento del Consiglio Nazionale Transitorio degli insorti libici da Bengasi a Tripoli: lo ha reso noto Abderazay Salem, rappresentante del Cnt della regione di Yefrin. Lo scorso 25 agosto il Consiglio aveva ufficializzato il proprio spostamento nella capitale, dove aveva tenuto la prima riunione di governo. Quanto alla road map della transizione politica, secondo un documento elaborato dai ribelli sono previste elezioni entro 18 mesi, con il monitoraggio dell’Onu. Il processo dovrebbe iniziare con una "dichiarazione di liberazione" che, tuttavia, il capo del Cnt, Abdel Jalil, in passato aveva condizionato alla cattura o alla morte di Muammar Gheddafi. Nella bozza di 14 pagine di "Dichiarazione Costituzionale" messa a punto dagli insorti è previsto un governo ad interim incaricato di gestire la transizione fino all’elezione di un’assemblea di 200 membri (la Conferenza Pubblica Nazionale), che sostituirà il Cnt e avrà il compito di redigere la nuova Costituzione, da sottoporre a referendum popolare. Quanto alle caratteristiche del nuovo Stato, nella bozza di parla di una Libia "democratica e indipendente", basata sul "pluralismo partitico" e nella quale la Sharia, la legge islamica, "è la principale fonte di diritto".

La Ue pronta a revocare le sanzioni Le trattative per cancellare le sanzioni imposte dall’Unione europea contro la Libia e scongelare i beni "sono in corso" e Bruxelles si attende che "arrivino rapidamente a conclusione", ha detto una portavoce della rappresentante per la politica estera europea, Catherine Ashton. Secondo altre fonti diplomatiche lo sblocco delle sanzioni potrebbe essere deciso entro venerdì prossimo, quando è in programma un consiglio esteri informale a Sopot (Polonia). La portavoce della Ashton ha confermato che la questione "sarà uno dei punti all’ordine del giorno della riunione". "Un primo accordo tecnico" è stato raggiunto oggi tra gli esperti dei 27 governi europei per revocare le sanzioni contro 28 "entità" economiche libiche i cui averi erano stati congelati dall’Unione europea: la decisione potrebbe essere formalmente adottate domani, poco prima dell’apertura della Conferenza a Parigi degli "amici della Libia", ha indicato invece un diplomatico europeo.