Libia: la famiglia di Gheddafi ricorrerà all'AjaMa il Cnt insiste: "Il raìs non è stato giustiziato"

Non si placa l'ondata di sangue e di vendette in Libia: trovate decine di corpi di lealisti fucilati alla schiena, con le mani legate. L'avvocato della famiglia Gheddafi: "Faremo una denuncia alla Corte penale dell'Aja per chiarire la morte del colonnello"

La nuova Libia vuole tornare alla normalità, ma la strada da compiere è ancora molto lunga. Sia per gli strascichi di polemiche per la fine di Gheddafi, giustiziato dopo la cattura (ieri la sepoltura in un luogo segreto nel deserto), sia per la lunga striscia di sangue e di violenze che prosegue, sull'onda della vendetta. Negli ultimi giorni sono state trovate decine e decine di corpi di lealisti fucilati alla schiena, con le mani legate: vere e proprie esecuzioni sommarie. Intanto alcuni siti internet vicini al vecchio regime del colonnello hanno pubblicato una nuova lettera attribuita al figlio dell'ex raìs, Saif al-Islam, in cui il "delfino del colonnello" promette vendetta per l'uccisione del padre. Saif, che è dato in fuga verso il Niger, si rivolge alla sua famiglia e ai libici: "Voglio rassicurare mia madre e mia sorella sul fatto che vado avanti, voi mi conoscete, non potevo tradire il testamento di mio padre da vivo, figuratevi se posso farlo da morto. Per quanto riguarda i fedeli libici, io dico loro: se avessimo potuto tornare indietro l'avremmo fatto in passato, ma abbiamo superato la linea del non ritorno da tempo". Ma secondo il Cnt - come riferito da al Arabiya - Saif sarebbe disposto a consegnarsi al Tribunale penale internazionale, che ha spiccato nei suoi confronti un mandato d’arresto per crimini contro l’umanità. Saif sarebbe stato avvistato questa mattina in territorio nigerino, nella località di Arlit, 400 km circa a nord di Agadez.

Il sito dell'emittente francese Europe 1 scrive che la famiglia di Gheddafi intende presentare una denuncia per crimini di guerra alla Corte penale internazionale dell'Aja: "Presenteranno una denuncia all'Aja - ha detto l'avvocato francese di Gheddafi, Marcel Ceccaldi - perché si conoscano le circostanze della sua morte. Ci sono degli elicotteri della Nato che hanno colpito il convoglio sul quale viaggiava. Questo convoglio non presentava alcun rischio per la popolazione. È dunque un omicidio programmato della Nato". Accuse molto gravi su cui è auspicabile che venga fatta chiarezza. E' bene ricordare che lo stesso Gheddafi era accusato di crimini di guerra per aver fatto sparare sulla folla che protestava, in piazza, contro il regime. Quella durissima repressione della rivolta aveva spinto l'Onu ad approvare una risoluzione volta a proteggere i civili. Poi la guerra, durata sette mesi, con il determinante apporto delle forze Nato. Va da sé che l'uccisione del Colonnello, avvenuta non in combattimento ma con una vera e propria esecuzione dopo la cattura, non può rientrare sotto alcun "ombrello giuridico" internazionale.

Sulla sorte di Muammar Gheddafi si litiga anche al al Palazzo di Vetro. "Non è stato giustiziato, ma è morto in seguito alle ferite riportate", ha ribadito il rappresentante libico alle Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Ma secondo l’inviato dell'Onu a Tripoli, Ian Martin, l’ex raìs sono stati "maltrattati e uccisi in circostanze che richiedono un’inchiesta".