Libia, Frattini alla Svizzera: "Via la lista nera"

I ministri degli esteri di Italia e Malta rivolgono un appello alla Svizzera affinchè "acceleri la negoziazione per un accordo con la Libia e abolisca la lista dei nomi inseriti nel sistema informativo di Schengen diffusa nei giorni scorsi". Accordo vicino, Frattini: "C'è solo un punto in sospeso"

Roma - Libia e Svizzera sono vicine alla risoluzione del contenzioso bilaterale scoppiato nell’estate del 2008 con l’arresto a Ginevra del figlio del colonnello Gheddafi e di sua moglie, che implicherebbe da un lato il ritorno in Svizzera dei due cittadini elvetici bloccati a Tripoli ormai da un anno e mezzo, e dall’altro lato la cancellazione da parte di Berna dei 186 dirigenti libici dalla lista nera di Schengen. Lo ha detto oggi in conferenza stampa il ministro degli Esteri Franco Frattini, al termine di un incontro a Villa Madama con i colleghi di Libia e Malta, Musa Kusa e Tonio Borg. Nel negoziato bilaterale tra Berna e Tripoli, ha detto Frattini, c’è al momento "soltanto un punto in sospeso."

L'appello di Frattini Italia e Malta rivolgono un appello alla Svizzera affinchè "acceleri la negoziazione per un accordo con la Libia e abolisca la lista dei nomi inseriti nel sistema informativo di Schengen diffusa nei giorni scorsi". È quanto si legge in un comunicato diffuso dalla Farnesina al termine del colloquio tra i ministri degli Esteri italiano, Franco Frattini, quello libico, Mousa Kousa e quello maltese, Tonio Borg. "I Ministri degli Esteri di Italia, Libia e Malta, Franco Frattini, Musa Mohamed Kusa e Tonio Borg, - si legge nella nota della Farnesina - si sono riuniti per affrontare il tema della crisi dei visti Schengen come conseguenza del contenzioso elvetico-libico, in vista dell’incontro previsto per domani del capo della diplomazia libica con la presidenza spagnola dell’Ue e delle prossime scadenze comunitarie". "Nel corso dell’incontro è stata auspicata una rapida soluzione del contenzioso e sono state scambiate idee in proposito" prosegue la nota spiegando che "l’Italia ha invitato la Libia ad adoperarsi per superare il problema del blocco dei visti Schengen per tutte le Parti del Trattato, tenendo conto degli sforzi che si stanno profondendo, in primis da parte italiana e maltese, per superare l’attuale impasse".

"Non c'è blocco totale" La decisione libica "non ha comportato un blocco totale degli ingressi". Ha sottolineato Frattini, spiegando che nelle ultime 24 ore i 20 cittadini italiani arrivati a Tripoli non hanno avuto difficoltà ad avere accesso nel Paese. Il titolare della Farnesina ha comunque invitato Tripoli a mostrare "la necessaria flessibilità nei confronti degli altri Paesi Schengen che non hanno nulla a che fare con la controversia bilaterale" tra Libia e Svizzera. "La Libia - ha spiegato infatti il capo della diplomazia italiana - va incoraggiata a non applicare misure ritorsive contro Paesi terzi". Così come, ha aggiunto, il trattato di Schengen va usato "per prevenire l’ingresso in Europa di terroristi e criminali, non per la risoluzione di dispute bilaterali".