Libia, dopo i raid gli imam minacciano gli alleati "Mille persone moriranno per ciascuna vittima"

Durante la conferenza stampa del portavoce del governo
di Tripoli Moussa Ibrahim, gli imam minacciano: "Mille persone moriranno per
ciascuno degli undici imam uccisi ieri nel raid della Nato a
Brega". Gli obiettivi a rischio sono l'Italia,
la Francia, la Danimarca, il Qatar e gli Emirati Arabi

Tripoli - "Mille persone moriranno per ciascuno degli undici imam uccisi ieri nel raid della Nato a Brega". Questa la minaccia lanciata nei confronti dei Paesi che fanno parte della coalizione dell’Alleanza Atlantica dagli imam presenti ad una conferenza stampa del portavoce del governo di Tripoli Moussa Ibrahim. Gli obiettivi a rischio sono l'Italia, la Francia, la Danimarca, il Qatar e gli Emirati Arabi.

Maroni: "Stop ai bombardamenti" "L’unica soluzione è che cessino i bombardamenti e che la guerra finisca. Senza la guerra non esistono nemmeno i profughi che diventano clandestini e che come tali puoi rimpatriare". Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, chiede uno stop ai raid aerei in Libia: "Frontex se ne lava le mani, non possiamo fare altro". Maroni fa il punto sull’arrivo di immigrati e profughi: "Non è vero che noi non lo facciamo, noi respingiamo e rimpatriamo i clandestini. L’abbiamo sempre fatto - spiega il responsabile del Viminale - Anche con la Tunisia, con il cui governo abbiamo fatto un accordo, procediamo con i rimpatri. Proprio l’altro ieri abbiamo consegnato al governo di Tunisi quattro motovedette per il controllo delle coste e per impedire le partenze. L’accordo firmato il 4 aprile funziona e lo dimostra il fatto che dalla Tunisia gli arrivi ormai sono pochissimi". "La Spagna - prosegue Maroni - ha come interlocutore il Marocco, noi lo stiamo facendo con la Tunisia ma con la con la Libia è impossibile, perchè lì c’è la guerra e quelli che arrivano sono profughi che non possiamo rimpatriare". "Noi sappiamo - continua l’esponente leghista - che quelli che arrivano dalla Libia li manda Gheddafi e dobbiamo accoglierli. Però è doveroso da parte nostra verificare chi c’è su quelle navi". "Al di là di altre considerazione - conclude Maroni - la Danimarca può agire in un certo modo perchè le regole Schengen si applicano ai confini di terra. Noi invece abbiamo gli ingressi via mare, e in questo caso non puoi bloccare le frontiere. Per questo sostengo che l’unica soluzione è che cessino i bombardamenti e che la guerra finisca".