Libia, l'Onu impone la no fly zone "Usare ogni mezzo a disposizione"

Si muove l'Onu. Con dieci voti a favore, cinque astenuti
(Russia, Cina, Brasile, India e Germania) e nessun voto
contrario il Consiglio di Sicurezza ha approvato la
risoluzione che autorizza l’imposizione di una <em>no fly zone</em>
sulla Libia &quot;con tutti i mezzi a disposizione&quot;, incluso il
ricorso all’uso della forza. Il ministro degli Esteri
francese Alain Juppe: &quot;Ogni ora è preziosa per salvare i
civili in Libia&quot;. Intanto continua l'avanzata dei lealisti al raìs: pronti a sferrare l'ultimo attacco a Bengasi

New York - Si muove l'Onu. Con dieci voti a favore, cinque astenuti (Russia, Cina, Brasile, India e Germania) e nessun voto contrario il Consiglio di Sicurezza ha approvato la risoluzione che autorizza l’imposizione di una no fly zone sulla Libia "con tutti i mezzi a disposizione", incluso il ricorso all’uso della forza. "Ogni ora è preziosa per salvare i civili in Libia", ha detto il ministro degli Esteri francese Alain Juppe.

Bloccate le compagnie finanziarie Per effetto della risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, vengono bloccate una serie di entità finanziare libiche come la Central Bank of Libya, la Libyan Investment Authority, la Libyan Foreign Bank, oltre che la Libyan National Oil Company. Inoltre tutti i voli di tipo commerciale da e per la Libia sono da ora vietati, esattamente come quelli militari, per fermare l’afflusso di denaro nelle casse del Colonnello o l’arrivo di nuovi mercenari. "Adesso la risoluzione andrà esaminata attentamente", spiega il colonnello Massimo Panizzi, portavoce della delegazione militare italiana presso la Nato. "La Nato agirà su un mandato chiarissimo e con il supporto regionale", continua Panizzi ai microfoni di Sky Tg24 ricordando che l’Alleanza Atlantica "sta seguendo con grande attenzione" la situazione in Libia sin dalla prima risoluzione 1970 dell’Onu. "Ora la Nato - conclude Panizzi - esaminerà questa risoluzione ed esaminerà se ci sono i presupposti per agire".

I ribelli festeggiano Le forze ribelli che lottano contro il regime del colonnello Gheddafi a Bengasi hanno festeggiato fragorosamente il voto di approvazione della risoluzione Onu per l’imposizione di una no fly zone e di altre misure a protezione e garanzia della popolazione civile, con un fitto fuoco di artiglieria a salve. La folla di Bengasi si sta riversando in piazza per festeggiare il voto dell’Onu. Salve di artiglieria, giochi d’artificio, centinaia di bandiere e migliaia di persone stanno sfogando la loro gioia per il voto favorevole delle Nazioni Unite.

La minaccia di Gheddafi Immediata la reazione del raìs: il regime di Tripoli è pronto a colpire il traffico aereo e marittimo. "Ogni operazione militare contro la Libia esporrà a un rischio tutto il traffico aereo e marittimo del Mediterraneo", ha affermato il ministero delle Difesa, "Qualsiasi obiettivo civile e militare sarà colpito". Poi,  in un discorso alla tv di stato, il Colonnello ha avvisato agli abitanti di Bengasi: "Arriveremo stanotte. E non avremo pietà per alcuno" 

L'assalto finale di Gheddafi In mattinata un raid aereo delle forze fedeli a Gheddafi è stato sferrato contro l’aeroporto internazionale Benina di Bengasi, roccaforte degli insorti. Secondo Libya al-Youm, sito vicino all’opposizione, il raid è condotto da aerei Sukhoj di fabbricazione russa, che avrebbero colpito un aereo civile fermo sulla pista dell’aeroporto. Intanto i lealisti al Colonnello fanno sapere che Misurata è tornata sotto il controllo del governo. Il comitato generale di difesa libico, equivalente al ministero della Difesa, ha annunciato che a mezzanotte di sabato prossimo cesseranno le operazioni militari "contro le bande di terroristi armati".

Raid aerei su Bengasi Da ieri notte i raid aerei stanno bombardando Bengasi. Si sento anche spari della contraerea dei rivoluzionari anti-Gheddafi. "Uno degli aerei che hanno condotto un raid contro l’aeroporto internazionale Benina, nei pressi di Bengasi, è stato abbattuto dagli insorti", riferisce all'Adnkronos una fonte giornalistica a Bengasi. Un secondo aereo, secondo la fonte, sarebbe atterrato presso l’aeroporto, "ma non ci sono per ora elementi per dire se si tratti di una defezione". In città, per il momento, secondo la fonte la situazione è "tranquilla", ma secondo la tv di stato le truppe di Gheddafi sarebbero ormai alle porte di Bengasi 

La presa di Misurata La televisione di Stato libica ha annunciato che le forze fedeli a Gheddafi avrebbero assunto il controllo di Misurata, città a circa 200 chilometri a est di Tripoli, strappandola così ai ribelli, e sarebbero adesso impegnate a "sterilizzarla, ripulendola dalle bande terroristiche". La notizia è stata, tuttavia, smentita dagli insorti e anche da diversi abitanti della città, raggiunti al telefono. "Non è vero quello che dice la televisione - ha tagliato corto uno di loro - Misurata è tranquilla e non c’è alcun rumore di bombardamenti". Gheddafi in persona mercoledì sera aveva annunciato in televisione che la roccaforte degli oppositori all’ovest sarebbe stata presa entro oggi.