Libia, parla il direttore della Nato Rasmussen "Il regno del terrore di Gheddafi sta per finire"

Il segretario generale
della Nato, Anders Fogh Rasmussen, parlando in Bulgaria ha spiegato che la campagna militare in Libia sta raggiungendo obiettivi
importanti. La pressione al regime del
colonnello rimarrà fino a quando non si fermeranno tutti gli attacchi ai civili. Intanto il presidente sudafricano Zuma, in visita a Tripoli, cerca di convincere il raìs a lasciare il potere

Sofia - "Il regno di terrore di Gheddafi sta giungendo alla fine". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, spiegando che la campagna militare in Libia sta raggiungendo obiettivi importanti. Parlando da un incontro della Nato in Bulgaria, Rasmussen ha aggiunto che la pressione al regime del colonnello rimarrà fino a quando non si fermeranno tutti gli attacchi ai civili.

Forze del raìs duramente colpite  Il segretario generale ha spiegato che le forze dell'alleanza hanno limitato profondamente l'abilità di Gheddafi di uccidere il suo stesso popolo, ribadendo che è arrivato il momento per il rais di lasciare il potere. Rasmussen non ha fornito una data precisa per la fine dell'intervento internazionale in Libia, ma ha spiegato che la crisi non può essere risolta solo con mezzi militari. Il Paese, ha concluso il segretario generale, ha bisogno di una soluzione politica.

Intanto proseguono gli attacchi La Nato ha lanciato attacchi aerei su Zlitan, la citta costiera libica ad ovest di Tripoli, provocando la morte di 11 persone. È quanto afferma oggi la televisione di stato libica. Secondo l’emittente gli attacchi della Nato hanno colpito anche Jufrah, senza precisare quando sarebbero avvenuti i due attacchi. Zlitan si trova a circa 40 chilometri a ovest di Misurata, la città in mano ai ribelli.

Il sudafricano Zuma incontra il Colonnello Jacob Zuma, presidente sudafricano e rappresentante dell'Unione africana, sarà oggi in visita a Tripoli, in Libia, dove incontrerà Gheddafi. A livello ufficiale, Zuma tenterà di consolidare il ruolo dell'Unione africana screditato sia dal leader libico che dai ribelli. Gli sforzi diplomatici dell'organismo formato da 54 nazioni per risolvere la crisi sono infatti stati rimpiazzati dalla campagna militare della Nato, iniziata il 19 marzo. A livello ufficioso, il presidente cercherà di convincere il colonnello a lasciare il potere, come riferisce il quotidiano sudafricano Mail & Guardian. Il giornale ha citato una fonte ufficiale della sicurezza libica.