In Libia piloti serbi e ucraini 

Secondo fonti d'intelligence algerine a piloti serbi e ucraini sarebbe stata affidata la guida dei caccia e degli elicotteri libici per stroncare, dal cielo, la rivolta anti Gheddafi

Tripoli - Continuano a girare voci sull'utilizzo, da parte di Gheddafi, di "mercenari". Fino ad ora si era parlato di combattenti provenienti da vari paesi dell'Africa. Ora spunta la pista dei piloti serbi e ucraini, cui sarebbe stata affidata la guida di caccia ed elicotteri per il controllo dei cieli. Ai combattenti del Fronte Polisario (esercito e movimento politico attivo nel Sahara Occidentale), invece, resta il combattimento a terra. Sarebbe questo l’obiettivo del colonnello Muammar Gheddafi, secondo fonti algerine citate in un editoriale del sito Maghreb-intelligence.

Combattenti dal Sahara Centinaia di uomini del Fronte, si legge, avrebbero già attraversato la frontiera tra l’Algeria e la Libia per raggiungere i campi vicino a Tripoli. Secondo l’agenzia ufficiale libica Jana, del resto, il segretario generale del Fronte, Mohamed Abdelaziz, è stato uno dei pochi leader a riuscire a parlare con Gheddafi. E, nel colloquio telefonico, il colonnello avrebbe promesso ad Abdelaziz considerevoli somme di denaro e di armi per riprendere la guerra contro il Marocco. Nel suo discorso di martedì Gheddafi aveva parlato di paesi del Sahara che lo avrebbero sostenuto; una allusione chiara, si legge, all’aiuto in arrivo dal Polisario.