Libia, la presa di posizione di Mosca: inaccettabili interferenze dall'esterno

No alla violenza sul popolo, ma no anche a pressioni esterne sulle vicende libiche. È la presa di posizione della Russia. Il ministero russo degli Esteri ha convocato l'ambasciatore di Tripoli a Mosca chiedendogli di garantire «sicurezza» ai cittadini russi sul territorio libico

No alla violenza sul popolo, ma no anche a pressioni esterne sulle vicende libiche. È la prima forte presa di posizione della Russia sulla guerra che sta sconvolgendo la Libia. A esprimerla il ministero russo degli Esteri, come riporta l'agenzia Interfax. Il ministro ha convocato l'ambasciatore di Tripoli a Mosca chiedendogli «con forza» di garantire «sicurezza stabile e normali condizioni di lavoro» ai cittadini russi e altri professionisti sul territorio libico. Lo ha reso noto il portavoce del ministero Alexander Lukashevich. Il portavoce ha poi ribadito che la Russia «considera assolutamente inaccettabile l'uso della violenza nella risoluzione di problemi interni e crede che queste questioni debbano essere risolte nell'ambito della legalità».
Allo stesso modo sono ritenute «inaccettabili influenze esterne su questi processi», ha aggiunto Lukashevich. Il dicastero russo si è poi detto perplesso sull'efficacia di possibili sanzioni contro il regime di Gheddafi.