La Libia è pronta a rimettere in libertà le infermiere bulgare

Tripoli. Tripoli è pronta a scarcerare le cinque infermiere bulgare condannate a morte per avere inoculato il virus dell’Aids a più di 400 bambini di un ospedale di Bengasi. Alla pena capitale è stato condannato anche un medico palestinese. Ma la Libia per il rilascio delle bulgare pone una condizione: le famiglie delle vittime devono essere risarcite con l'aiuto dei Paesi, soprattutto europei, che ne reclamano la liberazione. È quanto ha detto Seif el-Islam, primogenito del leader libico Moammar Gheddafi, in un’intervista al quotidiano bulgaro 24 Tchassa. L’altro giorno, anticipando l’intervista, il giornale aveva reso noto che la Libia non avrebbe giustiziato le cinque bulgare. Le parole di Gheddafi jr: «Non siamo l’Irak».