LIBRI ANTICHI La «vecchia» Milano di carta e d’inchiostro

In mostra alla libreria Pecorini di Foro Buonaparte rarità della letteratura milanese dal ’600 a oggi

Il più curioso racconta la storia di una psicosi collettiva scoppiata nella Milano del 1748: si era sparsa la voce che in città si aggirasse una strega capace di uccidere con lo sguardo le persone. La paura montò in maniera irrazionale tanto che si formarono squadracce di uomini armati di bastoni che si aggiravano per le strade a “battere” qualsiasi donna potesse essere la strega, e le autorità furono costrette a pubblicare una grida per mettere fine alla “caccia”. Il libro, scritto da un tal Camillo Messi, apparve nel 1749 e da allora non è mai stato più ristampato... Guarda la Vecchia è solo uno dei tanti “pezzi” che si possono sfogliare alla libreria Pecorini di Foro Buonaparte che ha organizzato - a cura di Giovanni Biancardi, italianista alla Scuola Superiore di specializzazione dell’Università Statale e titolare dello studio bibliografico «Il Muro di Tessa» - una mostra di libri antichi e rari di letteratura milanese dal ’600 ai nostri giorni; nello stesso tempo la libreria, da anni un’istituzione nel campo dell’editoria di qualità, mette in vendita oltre mille volumi, antichi e moderni, su Milano e la Lombardia (fino a Natale; per informazioni, tel. 02.86460660). Come si dice in questi casi ce n’è per tutte le tasche (dagli oltre 10mila euro per la Mediolanensis Patria istoria del Corio stampata dal Minuziano nel 1503 fino ai 15 euro per alcune prime edizioni degli anni Settanta) e per tutti i gusti: da una storia dei Bambini esposti alla Ruota di Milano nell’anno 1864 a un gruppo di mappe topografiche della città e del contado del Sette-Ottocento, dal Raguaglio dell’origine et giornali successi della gran peste... del medico Alessandro Tadino (1580-1661) apparso a Milano nel 1648 e che ispirerà il Manzoni (a proposito, in mostra c’è anche una copia dei “famigerati” Promessi Sposi in edizione tascabile pubblicati da Le Monnier nel 1845 e che fecero infuriare don Lisander, il quale ancora non aveva finito di vendere la sua ben più costosa Quarantana) alla prima edizione della raccolta L’è el dì di mort, alegher del poeta Delio Tessa (1886-1939) uscita da Mondadori nel 1932, unica opera pubblicata in vita dall’autore e che passò pressoché inosservata per l’ostracismo che il fascismo riservava ai dialetti...
“Lalla” Pecorini vive in mezzo (e per) i libri ormai dal ’55, quando con il padre Osvaldo iniziò la distribuzione in Lombardia di edizioni d’arte, saggistica e filosofia, e oggi la sua libreria di fronte al teatro Strehler - aperta nel ’99 - è uno dei luoghi più amati dai bibliomani milanesi. Le specialità della casa sono le edizioni rare e i titoli spariti dal mercato... Ecco perché è facile imbattersi, ad esempio, in un minuscola agenda-almanacco, La luna e il Corso, del 1723, con tanto di pagine bianche per annotare impegni e pensieri; o in un pugno d’autografi di Arrigo Boito e di Edoardo Ferravilla, celebre attore dialettale di fine ’800; o in un curioso titolo come Barboni a Milano, uscito - e subito sparito - dalle edizioni Nuova Accademia nel 1962. E chi volesse esagerare in sciccheria, allora si tolga lo sfizio di sfogliare la Gatteide di Domenico Balestrieri (1714-80), abilissimo verseggiatore che per sbeffeggiare la moda delle raccolte poetiche in uso al tempo, chiese ai maggiori poeti contemporanei di scrivere poesie in memoria del suo gatto defunto. Le risposte che il suo invito provocò furono raccolte nell’“immortale” Lagrime in morte di un gatto stampate a Milano 1741. Con tanto di incisione in copertina dell’autore prostrato davanti al compianto felino.