«Libri da ardere» All’Elfo il dramma della Nothomb

Quando la guerra invade l’ordinario, cosa resta? Dove finiscono gli ideali, le parole e la morale? «Libri da ardere» l’unico dramma teatrale scritto da Amélie Nothomb, diretto da Cristina Crippa, è un’appassionante parabola su un bene irrinunciabile: la capacità di ricordare, raccontare e immaginare insieme ad altri esseri umani. Al Teatro dell’Elfo, interpreta la pièce un cast affiatatissimo: un «corposo e solido (e infaticabile)» Elio De Capitani è il professore universitario «col giusto spirito da intellettuale narcisista», che divide casa sua con il giovane assistente, Daniel e Marina, amante di turno di Daniel. Fuori, una città presa d’assedio stretta dalla morsa del gelo. Per scaldarsi, i tre protagonisti innescano con graffiante ironia un sottile gioco intellettuale, un complicato distinguo fra buona e cattiva letteratura. Un gioco all’ultimo libro e all’ultima fiammata.