Fra libri e aziende si sfida la crisi ridendoci sopra

Acchiapparli non è facile. Farli parlare ancora meno. Eppure spesso sono proprio loro i depositari del segretissimo futuro aziendale. Almeno dal punto di vista occupazionale. Perciò, chi di noi di questi tempi non vorrebbe fare un bel discorsetto con un responsabile delle risorse umane? Noi ne abbiamo incontrato uno, che non solo ha risposto a molte questioni scottanti, ma ha anche cercato di farci divertire. Sarà perché in fondo fa il doppio lavoro e dunque diversifica gli investimenti e il rischio: è manager, ma anche scrittore. Sarà perché non ha voluto confondere le acque: della crisi, e della vita, il manager ha una certa idea, lo scrittore un’altra, molto, molto diversa. Massimo Lolli, classe 1960, direttore delle risorse umane del gruppo Marzotto - già autore di Volevo solo dormirle addosso, ritratto di un giovane tagliatore di teste che divenne film con Giorgio Pasotti nel 2004 - stavolta porta in libreria la «vita difficile» di un suo potenziale alter ego, il manager italiano di mezza età in piena recessione. Il suo protagonista vicentino Andrea Bonin, in Il lunedì arriva sempre la domenica pomeriggio (Mondadori, pagg. 216, euro 18) è stato licenziato dopo un quarto di secolo passato alla tessuti Brustolon, azienda leader del settore. Si guarda bene dal dirlo in giro, perché non perderebbe solo la faccia, ma anche l’ammirazione femminile, il «giro giusto», la vita sessuale e un potenziale futuro. La ripresa viene solo dalla fiducia e se ti comporti da «sfigato» nessuno si fida di te. Bonin non vuole fare compassione, vuole uscire vincente dal letame occasionale che lo circonda. Perciò ogni mattina si sveglia e affronta l’inferno dei colloqui, dei recalling, del conto in banca che diminuisce, ma agli occhi dell’alta borghesia vicentina rimane un consulente di lusso con base a Milano. Doppia vita, doppio ruolo, doppia intervista.