Libri, sulla lettura dei classici i britannici mentono per "cuccare"

Secondo un sondaggio due terzi degli abitanti del Regno Unito e dell'Irlanda ammette di aver raccontato bugie affermando di aver letto «1984», «Guerra e pace» eccetera. Oscar Wilde diceva: «Un po' di sincerità è pericolosa molta è fatale»

Due britannici su tre, protetti dall'anonimato di un questionario, hanno ammesso di aver mentito in almeno un'occasione affermando di aver letto qualche ponderoso classico della letteratura. Lo evidenzia un sondaggio svolto dal sito del World Book Day per la Gran Bretagna e l'Irlanda e diffuso proprio in occasione della Giornata mondiale del libro. Il libro su cui i sudditi di Elisabetta II e i loro cugini irlandesi mentono di più (il 42% lo ha ammesso) è a sorpresa 1984 di George Orwell, un libro relativamente breve, seguito da Guerra e pace di Lev Tolstoy (31%), Ulisse di James Joyce (25%), che dovrebbe essere un vero must per gli irlandesi, la Bibbia (24%)e Madame Bovary di Gustave Flaubert (16%). Per converso, gli autori che la gente ama davvero leggere sono JK Rowling (61%), John Grisham (32%) e Sophie Kinsella (22%). Secondo Jonathan Douglas, direttore del National Literacy Trust, il motivo per cui si mente affermando di aver letto i classici è essenzialmente il tentativo di far colpo sull'altro sesso: «Nostre ricerche suggeriscono che la gente pensa che questa bugia renda più attraenti. Le persone amano presentarsi come lettori, e così hanno ammesso di aver mentito per presentarsi meglio di fronte a potenziali partner, nella speranza di far colpo». Naturalmente, nella speranza che l'interlocutore non abbia letto il libro in questione, spiega Douglas: «Ma è una strategia ad alto rischio. Se la persona cui siamo interessati se ne esce con una citazione da Proust, siamo nei guai». Il grande scrittore francese compare all'ottavo posto nella lista dei libri che si afferma di aver letto senza averli toccati: il 9% del campione ha detto una bugia su Alla ricerca del tempo perduto. Certo, dire le bugie è sempre rischioso ma evidentemente, nella terra di Oscar Wilde, irlandese di nascita e inglese d'adozione, molti sono disposti a dare ragione, più che al direttore del National Literacy Trust, all'autore de Il ritratto di Dorian Gray, «un po' di sincerità e pericolosa, molta è assolutamente fatale».