Libri troppo cari Il giudice: li paghino le scuole

Augusto Pozzoli

Tempo di adozione dei libri di testo per il prossimo anno scolastico: l’aumento del prezzo di copertina deciso dagli editori fa superare il tetto di spesa fissato dal Miur. I dirigenti scolastici rischiano di pagare di tasca propria le spese eccedenti (c’è già una sentenza del giudice) e sono già sul piede di guerra.
Alla media Cavalieri la responsabile, Francesca Lavizzari, ha già avvertito il direttore scolastico regionale Mario Dutto che, se non si troverà un rimedio, si rifiuterà di convocare il collegio docenti per adottare i nuovi testi. Il caso riguarda soprattutto le medie inferiori, perché alle elementari i testi sono rimborsati dallo Stato. Alle medie tocca alle famiglie sostenere la spesa dei libri. «Siamo sotto tiro – protesta la professoressa Lavizzari –. Nella scuola di via Martinengo si è già verificato un caso in cui i genitori hanno ottenuto dal giudice che venisse rispettato il tetto di spesa fissato dal Miur e la cifra in esubero è stata accollata direttamente al dirigente scolastico che non ha fatto rispettare la norma. Mi sembra assurdo che noi si debba pagare per una colpa che non è nostra». Il tetto di spesa sui libri di testo risale al 2001. «Da allora, però – continua la dirigente scolastica della Cavalieri – le case editrici hanno aumentato il prezzo di copertina dei libri. Di poco, ma tanto è bastato per sfondare la spesa complessiva a carico delle famiglie fissata dal Miur. Abbiamo calcolato che per ogni alunno l’esubero è sui 40 euro ciascuno, cifra che, se si moltiplica per il totale degli alunni diventa un onere pesante tutto sulle nostre spalle. E con il precedente di via Martinengo non possiamo certo stare tranquilli». Il direttore scolastico regionale ha convocato i dirigenti scolastici di Milano e provincia il prossimo 17 maggio per trovare una soluzione che tolga dagli impicci i responsabili delle scuole. La questione era stata sollevata da Assoconsumi che si era rivolta al Tar per contestare un rincaro oltre la norma dei libri di testo. La stessa associazione, forte della pronuncia positiva del giudice amministrativo, ha già fatto presente alle scuole che vigilerà perché non si ripetano altri casi analoghi. «Una situazione nota – dice la professoressa Lavizzari – ma le recenti disposizioni in merito a questa operazione non ne tengono conto; ci si limita a dire che i testi sono scelti dai collegi dei docenti durante l’ultima settimana di maggio. Troppo poco per tutelarci». Ma esiste una via d’uscita? Secondo la dirigente scolastica sì. «Il costo dei libri – dice – varia da classe a classe. Se ci fosse un tetto di spesa medio con ogni probabilità saremmo salvi. Ma bisogna cambiare i criteri di valutazione. È quel che chiederemo a Dutto nella riunione del 17. È la condizione perché possiamo adottare i nuovi libri». Il braccio di ferro è dunque solo rinviato.