Libro bianco dell'alta orologeria. É scattata l'ora della perfezione

Tre anni di lavoro per definire le regole dell'eccellenza Sono stati 64 i brand selezionati divisi in quattro categorie

Afferma Franco Cologni, uomo a cui l'Alta Orologeria deve moltissimo, protagonista, tra l'altro, della rinascita di Cartier negli anni '70 e della costruzione e affermazione planetaria della Compagnie Financière Richemont e dei suoi prestigiosi brand orologieri: «La storia dell'alta orologeria è una storia di scommesse e di traguardi, di invenzioni e innovazioni, di committenze e rivoluzioni, ma anche di lunghe ore spese a creare una bellezza che assomiglia a quella del corpo umano: perché è una bellezza in movimento, che consuma energia, che richiede cura e manutenzione, e persino amore. Ogni mestiere coinvolto nella creazione di un pezzo di alta orologeria è un mestiere d'arte. L'orologio misura il suo artefice, il maestro d'arte, la sua mano intelligente, la sua mente creativa, il suo cuore che sa ancora emozionarsi di fronte ad un nuovo progresso». Parole magnifiche che esprimono il senso e la difficoltà titanica dell'impresa a cui ha lavorato il Consiglio Culturale della Fondation de la Haute Horlogerie di Ginevra, presieduto proprio da Cologni: la redazione di un Libro Bianco dell'Alta Orologeria, con l'obiettivo di definirne i confini, farne comprendere appieno il significato ed indicare le aziende che vi appartengono. Il progetto è partito nel 2013 e solo dopo tre anni d'intenso impegno nell'organizzazione dei metodi di analisi e valutazione, nella raccolta ed elaborazione dei dati ottenuti, sono stati resi noti i risultati. Vi è da premettere che, in passato si è provato più volte a «dettare» le regole dell'Alta Orologeria, ma ogni tentativo ha preso in considerazione uno o più punti di vista sempre troppo limitati o riduttivi rispetto alla complessità del suespresso concept evidenziato da Cologni. E allora, per non rischiare di dare un messaggio ancora incompleto, il Consiglio Culturale della FHH ha stabilito ben 7 aree di «competenza»: R&S/Produzione e Tecnica, Stile e Design, Storia/DNA, Distribuzione e Servizio Post-Vendita, Collezionisti, Immagine di Marca e Comunicazione, Formazione. Per ognuna di esse è stata definita una commissione di esperti, provenienti da tutto il mondo, che hanno operato su precisi criteri di valutazione stabiliti per ogni segmento di expertise. Alla fine è stata effettuata una segmentazione dei diversi operatori in 4 categorie, che ne riflettono la diversità nel contesto dell'Alta Orologeria: Maison Storiche, Marche Contemporanee, Marche di Lusso (multi-prodotto) e Artigiani-Creatori. Sono stati 64, in totale, i brand selezionati per essere inclusi nel perimetro dell'Haut-de-Gamme (verificabili sul sito www.hautehorlogerie.org, sezione «Cultural Council»), sulla base di un punteggio uguale o superiore a 6 su 10, secondo un metodo scientifico ma anche, e necessariamente, emozionale. Questo lavoro non pretende di essere risolutivo sull'argomento, ma costituisce un valido punto di partenza per monitorare i confini dell'Alta Orologeria nel suo costante divenire: ecco perché sarà ripetuto ogni 2 o 3 anni. I brand che sono rimasti fuori dal perimetro, potranno rientrarvi in futuro, e viceversa. Ci troviamo di fronte, in sostanza, ad un'interessante sfida culturale per tracciare una strada sicura finalizzata alla comprensione di quell'oggetto appassionante, tecnico ma anche, talvolta, enigmatico chiamato orologio, con la «O» maiuscola.