Un libro bianco sulla crisi del teatro

Addetti ai lavori e critici si incontrano per discutere il futuro dello spettacolo a Roma e provincia

L’invisibilità e la mancanza di riconoscimento, in cui è sommersa gran parte del teatro italiano, costituiscono il tema del convegno «teatri invisibili» in programma al teatro Palladium, da domani al 13 gennaio.
Sono previsti gli interventi di numerosi operatori teatrali per denunciare i malesseri che in questo momento accusa l’intero settore. L’iniziativa, che si propone di mettere a confronto diverse realtà, utilizza il concetto storico della «invisibilità», manifestato più volte in passato, segno evidente e persistente del fatto che in tanti anni di esperienze esso non ha ottenuto risposte. Il tessuto culturale su cui verterà la discussione riguarderà principalmente Roma e la sua provincia dove circa 150 situazioni teatrali, sparse nel territorio, si trovano in seria difficoltà per la mancanza di risorse adeguate, carenza di spazi e l’impossibilità di rendere visibile il proprio operato presso gli organi di informazione.
Compagnie che tra l’altro sono state oggetto di un’indagine approfondita, tesa a metterne in luce le problematiche più importanti, i cui contenuti verranno illustrati da Roberta Nicolai (regista del gruppo Triangolo Scaleno) proprio in occasione dell'apertura del convegno. Le sessioni si svolgono di pomeriggio (a partire dalle 16.30) e, dopo i lavori, ci sarà ogni sera una replica dello spettacolo Il castello, che la stessa Nicolai ha tratto dal capolavoro di Kafka e che, nelle stagioni scorse, è già stato presentato con successo in diversi spazi «underground» della capitale. Argomento principale saranno quindi la produzione e la distribuzione, ritenute i soggetti maggiormente frenati.
Fra le presenze che si annunciano, quella di Giovanna Marinelli, dell’assessorato alla Cultura del Comune di Roma, di Antonio Calbi, direttore artistico del teatro Eliseo, Massimo Paganelli, direttore artistico del Festival Armunia di Castiglioncello, Giuseppe Ferrazza e Marco Giorgetti, rispettivamente presidente e direttore generale dell’Ente teatrale italiano, Giancarlo Nanni, direttore artistico del teatro Vascello, Franco Ruffini, docente di teatro presso l’Università La Sapienza e Oliverio Ponte di Pino, critico e saggista.