Il libro che ricorda i morti dimenticati

Abitava a Pegli ed era un giovane allievo ufficiale al Comando Marina di Chiavari. Si chiamava Ubaldo Scotto e morì a Lavagna nella notte del 12 maggio 1944 sotto un bombardamento. Col suo corpo fece da scudo ad una bambina che si salvò.
Erano otto, tutti giovani, senza una divisa particolare, alcuni soldati di leva. Stavano sul Monte Zuccaro, vicino a Isola del Cantone, armati solo di binocolo, a scrutare il cielo per conto dell’Aeronautica, attenti a lanciare l’allarme al primo avvistamento di bombardieri. I partigiani li intercettarono e decisero che dovevano morire. Furono tutti giustiziati con un colpo di pistola alla nuca. Era il gennaio del 1944.
Federico Sirianni era a capo della squadra politica della Questura di Genova. I suoi familiari raccontano che il 25 aprile del 1945 alcuni partigiani, in attesa sotto casa, lo presero con loro. Da quel momento nessuno ebbe più sue notizie.
Sono solo tre delle duemilacinquecento storie contenute nel volume «I caduti della R.S.I. Genova 1943-46» che reca la firma di Francesco Tuo, Pierfranco Malfettani e Carlo Viale. Un’opera ciclopica, di quasi novecento pagine, arricchita di fotografie e documenti dell’epoca, un volume che con pazienza certosina restituisce dignità a tutti quei morti che la storia sembrava (...)
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