Un libro per il compleanno degli Amici per la lirica

Daniela Javarone e Maria Rita Parsi festeggiano un libro e il compleanno degli Amici della lirica nati sotto il segno dello scorpione

La “lady di ferro” degli Amici della Lirica, Daniela Javarone, ha voluto festeggiare il suo compleanno e quello di altri scorpioni illustri al principe di Savoia con una cena a cui ha fatto seguito la presentazione dell’ultimo libro d Maria Rita Parsi “La sindrome rancorosa del beneficiato. Gli ingrati” (Mondadori editore). La psicoterapeuta e presidente della fondazione del Movimento del bambino alla quale è stato devoluto il ricavato della lotteria organizzata dagli Amici della lirica, si è detta soddisfatta di così tanta generosità in un momento di crisi economica.

Al tavolo d’onore, al fianco delle due “dame”, Dario Bordet, Alessandro Trani, Pinuccia Cottone, Federica Neri, Alessandra Beretta, Carlotta Costa, Cinzia Boschiero, il presidente della Sirp Armido Rubini, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e sua figlia Arianna, il comandante Camillo De Milato, l‘assessore alla Sicurezza Stefano Bolognini, il presidente delle Infrastrutture Giovanni Bozzetti, l’avvocato Vito Dattolico, coordinatore dei giudici di pace, Larissa Paramov e le signore Catania e Gorsocova, i consiglieri comunali Mariolina Moioli e Andrea Mascaretti, Mario e Grzia Furlan con Claus, Anna Giulia Sacchi, Candida Morvillo e Rossella Minotti. Presenti anche e famiglie Dompè, Rotondo, Papetta e Dubini.

Ad accendere le candeline della grande torta dei festeggiati, l’anima instancabile degli Amici della Lirica che con il marchese Litta Modignani e il soprano Giulietta Simionato avevano fondato l‘associazione di via Dogana 2 per dare eco agli eventi scaligeri e lanciare nuove voci e nuovi musicisti.

Per anni il Pio Albergo Trivulzio ha potuto ospitare gratuitamente concerti per allietare nel fine settimana i suoi ospiti grazie alla generosità degli Amici della Lirica. Non è un caso che Daniela Javarone sia stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Napolitano.

Uno dei modelli di Daniela Javarone è sempre stato la ottocentesca contessa Maffei, nel cui salotto si riunì il meglio della società lombarda dell’epoca risorgimentale. In un’intervista, la stessa “première dame” (che da sempre veste Biki, Curiel, Riva, Pinuccia…) racconta che e è il forte senso di liberò di pensiero, nonché il senso di giustizia ciò che la accomuna alla sua illustre concittadina. L’identificazione-ammirazione è anche supportata da un forte senso dell’onestà e da un’attenzione verso i più deboli, valori che comunque le sono stati trasmessi anche dall’esempio materno. In questa logica, anche un movimento come i City Angels, con il suo presidente Mario Furlan, è entrato sotto la sua ala protettiva.

Daniela Javarone è stata da subito affascinata dalla nipote di Toscanini, la contessa Castelbarco, che ha sempre fatto parte degli amici della Lirica, allo stesso modo della Biki, la grande stilista nipote di Puccini e amica di d’Annunzio e della Callas.

Quello degli Amici della Lirica è insomma un salotto che ha avuto fra i suoi ospiti dal sovrintendente del Teatro alla Scala Fontana al maestro Muti, dalla etoile Carla Fracci al ballerino Roberto Bolle. Non manca la nuova compagine scaligera, tra cui echeggia il nome di Barenmboin, e politici come l’ex presidente della Repubblica Ciampi e l’ex presidente della Camera Bertinotti, sindacalisti come Cofferati, direttori di giornali da Montanelli a Feltri a Ferruccio De Bortoli, luminari della medicina come Veronesi, Sirchia, Caronni. Tra i sindaci vanno poi ricordati Pillitteri, Albertini, Moratti.

I giornalisti hanno sempre avuto simpatia per Daniela Javarone, che non si è mai fatta condizionare nello scegliere i suoi ospiti. Al centro della sua vita ora c’è la piccola nipote Martina, nata però sotto il segno del Capricorno. E’ stata lei a consegnarle il cuore di rose “Au nom de la rose”.

Maria Rita Parsi, dopo aver ringraziato per la loro ospitalità e generosità gli Amici della Lirica, ha parlato del suo libro che tratta del meccanismo di “non riconoscenza del beneficiato”. A chi non è capitato di vedere allontanarsi un amico al quale avevamo destinato le nostre cure e il nostro affetto e a cui magari avevamo aperto le porte della carriera? Non c’è da stupirsi –dice la Parsi- “tutto parte da molto lontano, addirittura dalla fase di allattamento, quando il bambino sceglie il seno materno. Guai a rifiutarlo, è come rifiutare l’amore”, un amore che nella vita, se non ricevuto, può creare rancore verso il prossimo, complessi da qual non si può più uscire. Un esempio, fra i tanti del libro, la storia di un medico e della sua ingrata paziente, tipico caso di irriconoscenza e colpevolizzazione.