UN LIBRO E UNA MOSTRA

Sessant’anni di speranza e di lotta, avendo sempre come obiettivo la crescita della categoria e lo sviluppo del porto e della città: l’Associazione spedizionieri, corrieri e trasportatori di Genova li celebra - questi sessant’anni belli e difficili, fatti di successi ma anche di speranze deluse e di lotte in completa solitudine - con una mostra (fino a giovedì, al Palazzo della Borsa) e con un libro. «Soprattutto» con un libro. Che si sfoglia come un romanzo per come racconta le vicende dell’associazione e, in parallelo, i tanti percorsi, gloriosi e tortuosi, dello scalo della Lanterna. È qui infatti, a Genova, che si è misurata e si misura tuttora la vocazione dello spedizioniere alla globalizzazione dei mercati, mai dimenticando però il punto di riferimento originario e naturale. Le banchine, gli scagni genovesi, dunque, come logico approdo delle attenzioni, degli investimenti, delle ambizioni di chi - sottolinea l’incipit del volume curato da Alberto Quarati e Enzo Redivo, da un’idea del presidente Piero Lazzeri - «conosce i mille trucchi del commercio, ma non imbroglia e non cambia le regole del gioco, conosce il presente e inventa ogni giorno un futuro diverso». È lo spedizioniere. Che senza dubbio si riconoscerà in questi «Percorsi della memoria» narrati sulla carta, ma tracciati in sessant’anni con la passione e il lavoro.