In un libro i retroscena sull’addio di Fini al Pdl

RomaNei giorni difficili della crisi e della transizione del Pdl verso l’era Alfano, fedelissimi e anime critiche - Martino, Sacconi, Matteoli, Pecorella, Rotondi, Tajani, Scajola, Pera - tentano una riflessione sul futuro del centrodestra. Lo fanno nell’instant-book Presidente, ci consenta firmato da Angelo Polimeno, cronista parlamentare e inviato del Tg1. Un libro che ripercorre la storia della parabola berlusconiana e propone nuove ipotesi sulle prospettive future del Pdl. Il tutto senza trascurare il racconto di particolari inediti su eventi politici recenti come la rottura di Gianfranco Fini con il Pdl. Una circostanza rivisitata per la prima volta da Altero Matteoli, uno degli uomini un tempo a lui più vicini. «Ma lei lo sa quando Fini ha cominciato realmente a essere pentito del Pdl?» chiede il ministro delle Infrastrutture a Polimeno. «Un anno prima della sua nascita. Un giorno con La Russa andammo a parlarci: “Che succede Gianfranco? Ti sei pentito?”. La risposta ci gelò. “Guardate, non so più se prenderò la tessera del Pdl. Al punto in cui siamo l’operazione dobbiamo farla ugualmente. Ma al congresso mi terrò le mani libere”». Matteoli ripercorre, poi, l’escalation delle critiche pubbliche a Berlusconi fino all’organizzazione di una colazione con gli ex colonnelli di An. «C’era un’atmosfera surreale. Fini fa una durissima requisitoria contro il governo. Poi dice: “Ho intenzione di incontrare Berlusconi, mi autorizzate a parlargli a nome vostro?”». Risponde La Russa: «Prima vorremmo sapere cosa intendi dirgli». Fini scatta rigidissimo e grida: «Io sono una persona responsabile». Da quel momento, conclude, «Fini non verrà più messo in condizione di parlare a nome nostro. E da lì partirà la deriva verso la rottura definitiva».