Un libro racconta il mito

La complessità e la meraviglia che ancora suscita in studiosi e appassionati la figura spesso ammirata, spesso criticata, ma impossibile da dimenticare, del grande Cristoforo Colombo è alla base degli studi e del lavoro de L'avventura di Colombo. Storia immagini mito, il libro curato da Gabriella Airaldi ed Elena Parma, ricercatrici e studiose note e apprezzate in tutta Italia, nel quale si approfondisce il tema della «costruzione del mito» (anche ad opera dello stesso Colombo) e dell'iconografia che ne è scaturita, verrà presentato domani sera al Ducale al termine della prima giornata dedicata alle Celebrazioni Colombiane «GenovaEuropaMondo - Cristoforo Colombo - cinque secoli dopo». Un evento organizzato dal Comitato nazionale per le Celebrazioni di Cristoforo Colombo, presieduto da Claudio Scajola, dalla Fondazione Carige e dal Centro studi Paolo Emilio Taviani sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica. Un libro che vanta, fin dalla sua prima apparizione in pubblico (ore 18 Sala del Maggior Consiglio) la stima e il plauso di Juan Gil, uno dei più prestigiosi studiosi spagnoli e di Roberto Guerrini.
«Con la pubblicazione di questo volume che - spiega Vincenzo Lorenzelli, presidente della Fondazione Carige - grazie alla gradevole veste tipografica e alla ricchezza delle illustrazioni potrà essere apprezzato anche dal grande pubblico, la Fondazione ha inteso, in questa storica ricorrenza, celebrare “esegeticamente” un personaggio universale, un genovese, patrimonio dell'Unamità. L'opera, di grande valore scientifico, ricostruisce la fortuna critica del personaggio Colombo così come si è configurata attraverso i secoli. Un'impresa ermeneutica che ha lo scopo di ricostruire il vero volto e i veri accadimenti della sua vita, attraverso il filtro di una serie di interpretazioni che hanno contribuito a crearne il mito». L'opera, articolata in due parti, la prima storiografica sull'analisi delle fonti e dei testi, la seconda iconografica dedicata all'esame e alle immagini che lo ritraggono, ci restituisce così una figura poliedrica e variegata che sfugge a qualsivoglia semplificazione agiografica, ma che si presenta, sempre di più come viva, affascinante e immortale.
Un libro quindi che si fonda su criteri rigorosamente scientifici ma che vuole anche ridestare, come sottolinea la stessa professoressa Araldi, l'attenzione, a volte un po' sopita, su questo illustre genovese, così importante per il mondo e così poco vissuto dalla città.