Un libro sciatto, stampato per errore

«L’odore del tuo respiro» è confuso e illeggibile. Così l’editore ha ucciso la sua gallina dalle uova d’oro

Mettiamola così: due anni fa la casa editrice Fazi gioca un tiro mancino alla curiosità che un pubblico adulto, di cui tutti corteggiano solo l’ipocrisia, nutre verso la sessualità degli adolescenti. Con mossa spiazzante e senso dell’umorismo la casa editrice schiva la strada della morbosità e dà invece in pasto a quel pubblico, in bilico tra provincialismo e globalizzazione, una figura solare, maliziosa e per nulla volgare. Inventa un personaggio, Melissa P., anzi lo fabbrica come un golem, ispirandosi a una giovanissima siciliana in carne e ossa che avrebbe avuto precoci esperienze, o forse non le ha avute ma tanto fa lo stesso. Produce il libro. E soprattutto escogita un titolo straordinario, due efferati pseudo-ottonari che da soli valgono il prezzo del volume e ne legittimano il successo: Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire. I lettori corrono all’appuntamento, dove ritta accanto a una porta laccata di bianco attende una sorridente maschera in polpe, che invita a sbirciare nel buco della serratura. Attraverso la quale, inutile dirlo, non si vede niente se non la proiezione delle proprie fantasie: figuratevi se una ragazza di 15 anni scrive sul diario «durante le ore di lezione poggiavo il mio Segreto sul piedistallo in ferro del banco e facevo una leggera pressione col corpo»; o «mi ha spinta sempre più giù, mostrandomi bruscamente l’Ignoto». Le ragazze di oggi intercalano cazzi ovunque anche se il referente della parola non sosta nei paraggi, mentre «l’Ignoto» maiuscolato sarà per loro piuttosto la Costituzione Italiana o il nome dell’attuale presidente del Senato. Il libro vende due milioni e mezzo di copie: abbastanza perché il golem, da bravo golem, si ribelli e strappi dalle mani del suo creatore la stella della libertà per appuntarsela al petto. Melissa strepita, rivendica, e ottiene di poter scrivere lei, e solo lei, il volume successivo: L’odore del tuo respiro (Fazi, pagg. 138, euro 12). È solo un’ipotesi, naturalmente, ma le ipotesi hanno questo di buono: funzionano anche se sono false.
La trama del nuovo romanzo? Melissa, lo sappiamo, è diventata ricca e famosa; potrebbe pagarsi un biglietto d’aereo (con partenza da Catania) per un qualsiasi paradiso esotico e godersi lì il successo. E invece, incredibile, decide di trasferirsi a Roma: a Roma, che come noto è la tomba delle muse e negli ultimi cinquant’anni ha logorato, distrutto o perfidamente spinto a ripiegare sulla sceneggiatura scrittori ben più solidi della piccola siciliana. Appena giunta nella capitale la giovane donna scriverà una «Lettera Alla Mamma», perché la famiglia è importante e per chi ha un passato come il suo si impone un redde rationem senza infingimenti. Il risultato di tanta inattesa palingenesi è più che imbarazzante: è triste.
L’odore del tuo respiro è un romanzo che sembra caduto dal decimo piano. Uno scartafaccio stampato per errore, un file perso e ripristinato male dal backup. La sciatteria di queste pagine tocca livelli celesti: è misteriosa la ragione per cui una casa editrice (che nella stessa collana ospita La rosa tatuata di Renzo Paris!) abbia ucciso la gallina dalle uova d’oro, permettendo a Melissa di rovinarsi da sé. Senza suggerirle un corso di scrittura creativa, senza metterle accanto una volpe redazionale, senza imporle una quota minima di editing. È, questo, un libro illeggibile, l’autoritratto di una persona in stato di confusione mentale che si scaraventa addosso tutta la pubblicità negativa possibile. Della candida e serena vocina di Cento colpi di spazzola, che a tratti sembrava provenire da una Lucia Poli in vena di spiritosaggini erotiche, non è rimasto nulla e i due testi sembrano scritti da persone diverse.
Per pietà, ridateci indietro la vecchia Melissa: stavolta il tempo non è stato galantuomo.

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