Un libro sulla sobrietà

«La crisi trasformerà i nostri comportamenti facendoci riscoprire una parola da tempo in disuso: sobrietà». Ne è convinto Antonio Galdo, giornalista e scrittore che negli ultimi anni ha fatto della battaglia allo spreco la sua attività principale. Per Galdo «Non sprecare» è una scelta di libertà, ma soprattutto è il titolo del suo ultimo libro (170 pagine, ed. Einaudi), e il nome di un sito - nonsprecare.it - dove si raccolgono storie e inchieste che hanno come «trait d'union» il «non spreco».
Il libro è una raccolta di racconti dove lo spreco materiale si traduce sempre nello spreco di beni immateriali: perché chi butta risorse come cibo e acqua, o chi spende in droga e alcol, getta via soprattutto tempo, bellezza, salute, e talento. Ecco allora la ragazza che cestina tempo e denaro comprando 15 paia di scarpe al giorno. Ed ecco il celebre Claudio Abbado, che fa capire come vivere coltivando (e dunque non sprecando) il talento.
«L'idea del libro è nata quando ho scoperto che negli Usa 15 milioni di persone sono malate di shopping compulsivo. Una spia della crisi: non si può vivere indebitandosi per spese voluttuarie, quando nel mondo un miliardo di persone vive con un dollaro al giorno. Questo squilibrio non poteva durare». Galdo non dispensa consigli, si limita a raccontare, e a farci riflettere. «Nel 2008 ogni italiano ha gettato 616 chili di rifiuti, 15 anni fa ne buttava 460. Andando avanti così saremo tutti cittadini di Leonia, la città calviniana sommersa dai rifiuti. Come uscirne? Col ciclo virtuoso che va dalla raccolta differenziata al riciclo». Qualche regola per vivere bene senza sprechi? «Niente regole, solo buon senso. Ci vuole responsabilità, solidarietà, sobrietà, passione. E anche un po’di sana leggerezza: per non sprecare l'intelligenza altrui, perché chi si prende troppo sul serio è anche molto noioso».