Licenze comunali: guerra tra tassisti e autonoleggiatori

Daniele Petraroli

È guerra continua tra tassisti e noleggiatori. Due presidi contrapposti ieri sotto la Regione Lazio. I primi hanno manifestato alla Pisana, sede del Consiglio, i secondi davanti alla Giunta sulla Colombo. Oggetto del contendere la legge 7 del 2005. Gli uni per l’approvazione in tempi rapidi, gli altri per posticiparne l’entrata in vigore a gennaio.
La nuova legge regionale - approvata il 24 novembre 2004 con 31 voti a favore e un solo contrario - dovrebbe entrare in vigore il 18 agosto ma ora diventa sempre più probabile uno slittamento. Le critiche degli Ncc (noleggiatori con conducente) si appuntano, in particolar modo, sull’articolo 5 quello che sancisce che il prelevamento dell’utente e, quindi, l’inizio del servizio debbano avvenire esclusivamente nel territorio del comune che ha rilasciato l’autorizzazione. In pratica chi non possiede la licenza capitolina non potrà più lavorare nel territorio di Roma né entrare nella Ztl.
Oggi il nuovo incontro in Regione, indetto dal presidente Marrazzo, con le rappresentanze sindacali dei tassisti e degli autonoleggiatori cercherà di mediare tra le diverse esigenze. Intanto, però, infuria la polemica politica. Protagonisti Mario Di Carlo, capogruppo alla Pisana della Margherita ed ex assessore capitolino all mobilità, e Giulio Gargano di An, ex assessore ai Trasporti della Giunta Storace e, dunque, promotore della legge 5. «Si tratta di una legge stupida, inutile e inapplicabile - le parole di Di Carlo - oltretutto l’ufficio legislativo della Regione l’ha ritenuta anche incostituzionale e l’Unione europea sta per aprire una procedura di infrazione. Bisognerebbe, invece, stabilire un tetto massimo di autorizzazioni. Inoltre lo scudetto esposto sulle auto dovrebbe essere più grande e indicare chiaramente il comune di provenienza. Così la polizia sarebbe facilitata nei controlli». Di parere opposto Gargano: «Grazie a Di Carlo si è riaccesa la guerra fra tassisti e noleggiatori. La sua proposta di riordino del sistema di trasporto taxi e noleggio con conducente ha distrutto il clima che aveva portato a intese accolte da tutti. Se è vero, poi, che esiste un parere non vincolante, su alcuni punti, dell’ufficio legislativo del Consiglio regionale, è vero anche che ne esiste un secondo, dell’ufficio legislativo della Giunta regionale, che considera la norma attuale come perfettamente costituzionale».
Di segno opposto anche le dichiarazioni dei responsabili della protesta. Soddisfatti i noleggiatori, battaglieri i tassisti. «Il tavolo di concertazione tra la Giunta regionale e i rappresentanti sindacali dei tassisti e degli autonoleggiatori rappresenta una vittoria e un primo passo verso la risoluzione dei problemi della categoria», è stato il commento di Antonio Toti, presidente regionale della Federnoleggio Confesercenti. Chiusura totale invece dai tassisti. «Vogliamo sostenere con forza l’applicazione di questa legge - la risposta di Loreno Bittarelli presidente della cooperativa “3570” - non siamo disposti ad accettare ulteriori proroghe».
A questo punto a rischio anche le 450 nuove licenze per taxi che avrebbero dovute essere assegnate all’inizio del 2006. Le nuove concessioni, infatti, sarebbero dovute andare di pari passo con la lotta all’abusivismo che doveva realizzarsi con la legge 7 del 2005.