Licenziamenti e proteste: l'anno orribile di Spanair

Futuro incerto per la compagnia iberica, il caro petrolio ha dato un duro colpo ai bilanci dell'azienda. Il piano di riasetto, che prevede 1100 licenziamenti, è stato duramente contestato dai sindacati

Un "anno nero" per la compagnia area iberica Spanair: al caos interno dell'azienda, che ha presentato un piano per tagliare 1.100 posti di lavoro e tentare di salvarsi dalla crisi del settore, si è aggiunto il tragico incidente di oggi del volo AJK 5022 all’aeroporto madrileno di Barajas in cui sono morte 146 persone. Il futuro della compagnia è incerto.

Riduzione del personale
Per far fronte all’incremento dei costi, generato in buona parte dall’aumento dei prezzi del petrolio, la Spanair ha deciso di tagliare di un terzo il suo personale che attualmente conta 3.300 impiegati, di congelare gli stipendi e concentrare le sue basi a Madrid, Barcellona e Palma di Majorca. Il piano della compagnia ha però cozzato con le proteste sindacali. Secondo il sindacato di Sepla-Spanair, il piano proposto dalla direzione di Spanair "non garantisce il futuro dell’impresa e prolungherà di fatto la cattiva gestione responsabile dei risultati tanto negativi degli ultimi anni".