Licenziato il giudice di pace: «Scrive sentenze troppo brevi»

Quanto deve essere lunga una sentenza? La legge non lo dice. Così accade che ci siano giudici che si perdono nei meandri di sentenze interminabili, e che a volte - come nel caso del magistrato milanese Edi Pinatto - perdano il posto di lavoro perché impiegano anni a depositare le motivazioni di una condanna. E, al lato opposto del pianeta giustizia, c’è la singolare storia di un giudice milanese licenziato per il motivo opposto: scriveva sentenze troppo corte.
Il suo licenziamento è avvenuto lontano dai riflettori, senza che nessuno prendesse le sue difese. Anche perché Antonio Contrastano era un giudice di pace, un precario della giustizia: uno di quei magistrati di complemento, arruolati in genere tra le file degli avvocati, pagati a cottimo per occuparsi della giustizia «minore». Lesioni, minacce, guida in stato di ebbrezza, eccetera: sono reati come questi che la legge ha affidato ai giudici di pace, quando vennero (...)