Licheni, fotografie e poesia per ricordare Sbarbaro

Al Museo di Storia naturale la mostra con le immagini firmate da Galardi

I suoi versi, ovviamente. E incontri e conferenze volti a riflettere sulla sua figura, e su quel verbo volutamente «disadorno» scolpito in un ritmo poetico frastagliato. E ancora, letture, musica, teatro, fotografia e, soprattutto, i suoi amatissimi licheni: la Provincia di Genova celebra Camillo Sbarbaro in occasione dei 120 anni dalla sua nascita nel 1888 a Santa Margherita Ligure, con una serie di eventi che da oggi approdano a fine febbraio.
Dopo gli «anticipi» del convegno a Spotorno e della tavola rotonda di Santa Margherita, la giornata di oggi riserva ben tre diversi appuntamenti. Alle 11, al Museo di Storia Naturale (via B. Liguria 9, fino al 23 febbraio) si inaugura la mostra bibliografica «Caro Sbarbaro», che vede anche riuniti la collezione di licheni donata dal poeta e le immagini dell'amico Fernando Galardi. Molte hanno come oggetto proprio i licheni, simbolo per eccellenza della capacità di vivere e adattarsi nelle condizioni più estreme, e sono state pubblicate nel libro «Licheni, un campionario del mondo» (1967) di Sbarbaro. Sintetiche litanie, ove sui bianchi assolati si stagliano gli esili ma coraggiosi rami, queste fotografie stupiscono per l'assonanza col verbo del poeta, mentre le altre ne ritessono lo sguardo immediato, schivo e denso, nella quotidianità dei ritratti con la sorella Lina e nella dimora di Spotorno, ove si rifugia dopo il bombardamento su Genova del '41 e resta fino al '45, scrivendo e traducendo classici greci e francesi. La sua poesia, lontana dall'espressionismo nella tendenza al prosastico, ma vicina agli umori della «Voce» - di cui fu attivo collaboratore - in quella sorta di «diario morale in forma poetica» che è «Pianissimo» (1914), e le sue opere dai titoli sempre interstiziali («Resine», «Trucioli», «Rimanenze», «Scampoli», «Gocce», ecc.) sono oggetto del convegno «Attualità di Sbarbaro» alla Biblioteca Berio (ore 16.30, Sala dei Chierici) cui partecipano Vittorio Coletti, Giuseppe Conte e Pier Vincenzo Mengaldo.
Dulcis in fundo, alle 21, presso l'Auditorium Eugenio Montale del Teatro Carlo Felice, ecco l'attore Omero Antonutti leggere i versi del poeta, accompagnato dal clavicembalo di Tiziana Cantori, per concludere l'intensa giornata. Giornata che continua, idealmente, il 2 febbraio ne «Il salotto di Lucia Rodocanachi: Sbarbaro, Montale e Barile» (ore 17, Muvita di Arenzano) insieme a Franco Contorbia e Giuseppe Marcenaro, con intermezzi del gruppo da camera dell'Accademia Musicale Teresiana e letture di Ugo Maria Morosi, che sarà presente anche il 4 febbraio alle 18 a Casa Paganini, insieme al clarinetto di Rocco Parisi.
E ancora, un «Omaggio all'universo poetico di Camillo Sbarbaro» al Museo Luzzati (9 febbraio, ore 17), tra poesia, musica e teatro insieme a Giorgio Barbieri Squarotti e alla Scuola di Teatro I Pochi. E se a San Valentino (14 febbraio, ore 17) si torna al Museo di Storia Naturale per una conferenza del botanico Paolo Modenesi sui «Licheni come indicatori del livello di qualità ambientale», addolcita dalle letture di Rachele Ghersi, il 29 febbraio il tour de force si conclude alla Biblioteca Berio (ore 16, Sala dei Chierici) con una conferenza sui rapporti del poeta con Caproni, insieme a Giorgio Bertone, Adele Dei e il sassofono di Roberto Rebufello.
E così, tra diverse date e appuntamenti, le occasioni per riflettere e riscoprire il grande poeta, botanico e traduttore, ora nei suoi versi e nei licheni, adesso nelle immagini e nei legami con i poeti, gli intellettuali e gli artisti a lui vicini, davvero non mancano.