Licio Gelli e il figlio: usura, rinvio a giudizio

Lo ha deciso il gup del tribunale di
Arezzo, Simone Salcerini, dopo le denunce presentate da una nobildonna fiorentina che accusa i due uomini di averle concesso un prestito da un miliardo di vecchie lire a tassi usurai

Arezzo - Licio Gelli e il figlio Maurizio sono stati rinviati a giudizio per usura: lo ha deciso il gup del tribunale di Arezzo, Simone Salcerini, dopo le denunce presentate da una nobildonna fiorentina che accusa i Gelli di averle concesso un prestito di un miliardo di lire a tassi usurari.

La vicenda inizia nel 1998 La nobildonna presenta una denuncia nei confronti di Licio Gelli per prestiti a presunti tassi usurari risalenti al biennio 93-95. Ad Arezzo il caso arriva dopo che il tribunale di Livorno decide di rinviare il procedimento per incompetenza territoriale dopo che lì era approdato per la presenza nella mediazione di due livornesi. La procura aretina affida la pratica al pm Roberto Rossi. L’aristocratica fiorentina denunciò di essere stata vittima di una circonvenzione di incapace per un complesso giro di affari la cui somma è di un miliardo di lire.

Rapporti di affari La donna aveva rapporti di affari con Gelli. Il figlio Maurizio sarebbe subentrato successivamente tramite la mediazione di due comuni amici livornesi: l’assicuratore Claudio Ceccherelli e il commerciante Ovidio Cozzani. All’udienza preliminare a Livorno cadde l’accusa di circonvenzione di incapace nei confronti di tutti.

Tasso del 15% Ma i due Gelli vennero invece rinviati a giudizio per usura: sul prestito sarebbe stato applicato un tasso del 15% secondo le stime dei periti. Il processo non si svolse per un’eccezione di incompetenza territoriale. Ora il nuovo rinvio a giudizio. I legali dei Gelli, che sulla stessa vicenda avevano ottenuto a suo tempo una archiviazione per il reato di esercizio abusivo dell’attività finanziaria, ritengono ora di arrivare allo stesso risultato.