Lieberman duro: «No a uno Stato palestinese»

Mostra subito i muscoli il governo israeliano di Benjamin Netanyahu. Il nuovo ministro degli Esteri, il leader ultranazionalista Avigdor Lieberman, ha esordito ieri con uno schiaffo all’Autorità nazionale palestinese e agli alleati americani. Nel corso della cerimonia di insediamento, Lieberman ha dichiarato che il nuovo esecutivo israeliano non si ritiene vincolato alla dichiarazione di Annapolis sottoscritta nel 2007 da Israele e dall’Autorità palestinese, l’accordo che prefigura i due Stati quale traguardo del processo di pace in Medio Oriente. Le intese di Annapolis, ha detto, «non hanno valore» per il gabinetto entrante. «Sbaglia - ha aggiunto - chi pensa che per mezzo di rinunce e concessioni si possa ottenere rispetto e pace. Al contrario si avranno ancora più guerre e più faremo rinunce e più la situazione peggiorerà». Dura la reazione dei palestinesi: «È una sfida alla comunità internazionale e agli Usa», ha detto Nabil Abu Rdainah, portavoce del presidente Abu Mazen.