Lieberman: L’attacco «sarebbe un deterrente»

Washington. Anche se gli Stati Uniti non fossero in grado di distruggere tutti gli impianti nucleari iraniani, un attacco potrebbe metterne fuori uso «alcune parti» in modo da «ritardare lo sviluppo» delle centrali. L’attacco servirebbe inoltre «da deterrente». Lo ha detto il senatore democratico americano Joe Lieberman in un'intervista rilasciata al quotidiano israeliano Jerusalem Post. Lieberman, ex candidato vicepresidente e membro della Commissione Forze Armate, ha affermato di non conoscere alcun «piano di guerra» preparato dall'Ammnistrazione Bush, sottolineando di non ritenere che «qualcuno possa smaniare per un'azione militare contro l'Iran»; tuttavia, ha aggiunto, esiste anche scetticismo nei confronti di un'effettiva iniziativa «diplomatica ed economica» da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Il passo successivo al fallimento di tale iniziativa sarebbe quello di una «coalizione economica dei volonterosi», fuori dal quadro dell'Onu, che convincesse l'Iran a desistere. Se anche questo tentativo non riuscisse, resterebbe «l'incoraggiamento all'opposizione riformista in Iran» e, quale ultima misura, il ricorso alla forza. Gli Usa, secondo Lieberman, hanno imparato la lezione sia da Hitler sia da Bin Laden.