Liegi, morti intossicati due giovani italiani

Sara Fanfani, 20 anni, fiorentina in Erasmus, e il suo fidanzato, Aldo Pullara, musicista siciliano, 22 anni, sono stati trovati morti nel loro alloggio. Intossicati dal monossido di carbonio da una caldaia nel bagno. Li ha trovati il fratello di lui, Fabio

Liegi - Due giovani italiani morti in Belgio. La ragazza era in Erasmus a Liegi, il suo fidanzato faceva il musicista. Ssono stati trovati senza vita nel loro appartamento in periferia: i decessi sarebbero dovuti a un'intossicazione da monossido di carbonio. I corpi senza vita dei giovani sono stati scoperti la notte scorsa, poco prima delle 2, in un piccolo appartamento in via Jean D’Outremeuse, alla periferia di Liegi. Sarebbero stati uccisi dai fumi di una caldaia che si trova nella stanza da bagno. Secondo l’agenzia Belga, è stato il fratello del giovane morto che ha scoperto i due corpi e ha dato immediatamente l’allarme. Diverse ambulanze sono arrivate sul posto. Le due vittime sono state trasportate all’ospedale della Citadelle a Liegi dove i sanitari ne hanno constatato il decesso.  

Le vittime La ragazza era una studentessa di 20 anni, Sofia Fanfani, residente a San Casciano in val di Pesa (Firenze). Il ragazzo, Aldo Pullara, un musicista siciliano di 22 anni, di Agrigento. È rimasto intossicato anche suo fratello, Fabio che, la notte scorsa, ha scoperto i cadaveri e un'amica. La tragedia è avvenuta alla periferia di Liegi. La ragazza fiorentina si trovava in Belgio dal settembre scorso per seguire un programma Erasmus, e doveva restare a Liegi fino al prossimo febbraio. Frequentava la facoltà di lingue all’università di Siena.

La testimonianza I due giovani italiani morti a Liegi: Sofia Fanfani e Aldo Pullara sono stati avvelenati dalle esalazioni di monossido di carbonio mentre si trovavano nel bagno dell’abitazione del ragazzo. È quanto conferma nel suo racconto Fabio Pullara che, in compagnia di un’amica belga, ha scoperto i corpi senza vita del fratello e della studentessa verso le 2 della notte scorsa provando inutilmente a soccorrerli. "Li ho trovati nel bagno senza vita, volevano fare una doccia insieme - ha raccontato Fabio Pullara appena dimesso dall’ospedale dopo una serie di controlli medici -. Abbiamo chiamato aiuto e aperto tutte le finestre, ma non è servito, mio fratello e Sofia erano morti. I soccorritori hanno provato con l’ossigeno, con iniezioni di adrenalina, con massaggio cardiaco ed altro ma è stato inutile". Il monossido di carbonio è infatti, hanno spiegato i medici belgi, un gas inodore che procura assopimento e morte nel giro di sette minuti. Anche Fabio Pullara e l’amica che era con lui hanno avuto un principio di intossicazione e sono stati sottoposti ad accertamenti all’ospedale di Liegi che sono durati fino a tutto il pomeriggio.