Lieto spiro dell’alba, ben conosci il segnale

Lieto spiro dell’alba, ben conosci il segnale,
ben conosci il momento: fagli visita allora.
Arcane solitudini raggiungi, sempre atteso:
volgi là in cortesia, non fartene un dovere.
Digli, in nome di Dio: «Fugge l’esile vita!
Col tuo rubino donagli quanta vita tu sai!».
Ho scritto due parole, per altri non han senso;
leggile come sai, come a grazia s’addice.
Pur anche la tua spada qual acqua mi disseta.
Finisci il prigioniero, qual giustizia tua vuole!
Lego a questa cintura tua d’oro ogni speranza.
Oh, quest’esilità... amico mio, lo sai.
A parlare d’amore, qualunque lingua vale:
ma tu parla, poeta, quella lingua che sai.

Da Ottanta canzoni (Einaudi, pagg. XXVII-200,
euro 14,50, a cura
di Gianroberto Scarcia e Stefano Pellò)