Lieve malore per Silvio. Ma poi riparte in quarta

Al termine del comizio napoletano il premier accusa un leggero
affaticamento. Pochi minuti di pausa e riprende il tour elettorale. "Per
ogni ministero che porteremo al Nord uno sarà affidato al Meridione.
Niente Tarsu finché ci sarà spazzatura per strada"

nostro inviato a Napoli

Quanto queste elezioni amministrative abbiano valenza nazionale lo racconta alla perfezione il comizio con cui Silvio Berlusconi chiude la campagna elettorale del candidato sindaco di Napoli Gianni Lettieri. Un intervento a largo respiro, con i soliti strali contro la magistratura e la sua «volontà continuativa di eversione» e focalizzandosi soprattutto sulle due partite di Milano e Napoli. D’altra parte, è la convinzione del premier, è in queste due città che si giocano le sorti di una tornata elettorale che, lo ripete da giorni il premier, dovrà servire anche a «rilanciare l’azione di governo». Un doppio successo in queste due città, insomma, sarebbe la certificazione dell’ennesima conferma delle urne dopo europee e regionali. Con buona pace degli altri leader mondiali - Sarkozy, Merkel ma anche Obama - che nelle elezioni di midterm sono stati costretti in un modo o nell’altro a pagare dazio.
Ecco perché Berlusconi affonda colpi a più non posso e ai napoletani promette non solo che la Tarsu (la tassa sull’immondizia) sarà abolita finché ci saranno i rifiuti in strada ma anche che il Consiglio dei ministri varerà il decreto anti-ruspe per sospendere l’abbattimento delle case abusive. Con buona pace della Lega, decisamente scettica sulla questione. D’altra parte, pare che il Cavaliere abbia deciso di rispondere a tono ai distinguo del Carroccio abbandonando i toni cauti degli ultimi tempi. Ecco perché davanti ai napoletani ci tiene a dire che «l’Italia è un grande Paese» e «non può farsi certo intimidire dall’arrivo di qualche migliaio di migranti in cerca di benessere». L’esatto contrario di quello che sostiene il ministro dell’Interno Roberto Maroni. E in privato, terminato il comizio, è ancora più netto. «La Lega - dice - vuole che siano trasferiti dei ministeri al Nord. Bene, per ogni dicastero che porteremo sù ne trasferiremo uno al Sud». I vertici del Pdl napoletano ovviamente gongolano, primo fra tutti Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Pdl e organizzatore della manifestazione alla Fiera d’Oltremare.
Dalla quale Berlusconi esce piuttosto affaticato dopo quasi un’ora di comizio. Non è certo un malore né un mancamento, ma alla fine del suo intervento il Cavaliere è costretto a sedersi per qualche minuto e a chiedere un bicchiere d'acqua e zucchero. Niente di grave, nonostante la preoccupazione di Paolo Bonaiuti che lo invita a rinunciare alla tappa serale in quel di Latina dove lo ha fortemente voluto il ministro Giorgia Meloni. Il premier non ci pensa nemmeno, perché nonostante la fatica - dice nel retropalco - le campagne elettorali «mi fanno ringiovanire». Al punto che «oggi mi sento come se avessi 50 anni».
Via verso Latina, dunque. Dove a sera affonda i colpi sulla Rai. «Finché ci saranno programmi come quelli di Santoro e Flores - attacca - i non pagherò più il canone Rai». I media, aveva detto a Napoli, «gettano fango su di noi». E ancora: «Annozero e Ballarò questa settimana hanno mandato in onda una vergogna». Poi sulla carta stampata: «Si definiscono moderati ma oggi nel giornale di chi ha la tessera numero uno del Pd, e cioè Repubblica, c’è un articolo in cui mi paragonano ad Hitler». La verità per Berlusconi è antropologica: «A sinistra sono antropologicamente diversi da noi. Non hanno ironia o autoironia. Sapete perché la Iervolino si svegliava sempre di cattivo umore? Perché si guardava allo specchio e vedeva la Iervolino».