Lievi rigenera il «Principe di Homburg»

Il principe di Homburg di Cesare Lievi si apre su una scalinata nata immersa nell'ombra che prelude al risveglio delle cose inanimate e della vita animata degli umani dopo il misterioso intervallo del sonno. Il Principe di notte sogna, ma cosa? Lievi, seguendo ogni minima indicazione testuale con lo scrupolo del filologo e l’amorosa attenzione dell’interprete schiera gli eroi di questa strana storia, che ha tutti i caratteri dell’incubo prima di vanificarsi nello splendido quadro dell’epicedio, in cima alla scala del potere costituito. Così la storia del principe che nel pieno della battaglia contro gli svedesi dà l’ordine di attaccare il nemico prima di aver udito la squilla che lo autorizza a procedere diventa la storia dell’uomo uscito allo scoperto dopo la lunga gestazione che lo ha votato all’esilio dal mondo.
Cinto della verde corona d’alloro che lo assimila più a Napoleone sconfitto a Waterloo che a un poeta investito del serto di gloria (il dramma di Kleist è stato scritto a ridosso della disfatta di Bonaparte) Lorenzo Gleijeses dà prova di grande maturità articolando con sapienza e passione la discesa dell’eroe nel delirio prima del riscatto finale mentre accanto a lui Stefano Santospago è un incisivo e suadente Elettore tormentato dall’ossequio al comma e Graziano Piazza nobile e acceso Kottwitz completa il bellissimo quadro d’assieme che schiera in bell’ordine la grazia neoclassica di Maria Alberta Navello e la composta serenità di Ludovica Modugno in uno degli spettacoli più alti della stagione.

IL PRINCIPE DI HOMBURG - di Kleist Regia e traduzione di Cesare Lievi. Teatro di Udine. A Udine, poi in tournée a Torino, Teatro Stabile e a Milano, Teatro dell’Elfo.