AltaRoma: la lezione di Renato Balestra, gli stilisti emergenti e gli artigiani

I giovani talenti da scoprire, gli artigiani sempre più rari, ma di maison storiche in quest’ultima edizione di Alta Roma ne rimane solo una: Renato Balestra.

La vecchia scuola romana la interpreta lui sulla passerella dell’ex Dogana di San Lorenzo, con la collezione dedicata al colore bandiera del marchio: «Blu amore mio».

Il grande maestro ricorda alle nuove leve che le regole dell’alta moda vanno rispettate, mai stravolte nel segno della sperimentazione. «La tradizione dell'alta sartoria non si tocca», ammonisce Balestra.

E dà la sua lezione presentando 30 magnifici abiti in tutte le sfumature del suo colore preferito, dal celeste quasi ghiaccio all'inchiostro, dall’azzurro al simbolico tono acceso che prende il suo nome. «Quella particolare sfumatura di azzurro - spiega lo stilista-, tra l'iris e il fiordaliso, per me dona a tutte, bionde e brune».

Una collezione sensuale, giocata sulle trasparenze, con spicchi di tulle che intarsiano gli abiti a sirena, ricami dal disegni a «catena», plissé che crea effetti madreperla e la novità della pelle di pitone incrostata di ricami preziosi che sottolinea i tagli magistrali.

Se gli abiti da gran sera sono sdrammatizzati da blouson (quasi piumini da sera) trapuntati di cristalli Swarovsky, la sposa è regale con il suo sontuoso mantello di organza ricamato con fiori perlacei.

Nella stessa giornata AltaRoma premia i vincitori della dodicesima edizione di «Who Is On Next?», progetto di fashion scouting dedicato ai giovani talenti della moda, realizzato in collaborazione con Vogue Italia. La giuria internazionale attribuisce per il prêt-à-porter il primo premio all’eccentrico romanticismo di Nicola Brognano, ma molto interessante è la seconda classificata, l’iraniana Narguess Hatami, che nelle balze dei suoi modelli rievoca con un piglio anni ’70 le maioliche fiorate del palazzo imperiale di Teheran e le atmosfere persiane con la collezione del marchio Mihatami. Per gli accessori vince Pugnetti Parma, con le sue borse-bauletto e i suoi zaini, ma si segnalano i bellissimi gioielli dal design moderno di Schield, le babbucce ricamate di Akhan Tekè e, in particolare, le shopping, le clutches, le pochettes di Azzurra Gronchi, spiritose e originali con le piccole frange di pelle colorata.

Interessante sulle passerelle la sfilata dalle linee essenziali della stilista-architetto Sabrina Persechino, che con un minimalismo ritmato da bianco e nero, reinterpreta anche abiti kimono.

Vittorio Camaiani a via Margutta realizza un tableau vivant con sei capi ispirati alla regina di Scozia Maria Stuarda: abiti conici, disegni del ferro battuto delle grate dei castelli nei pizzi vittoriani e nelle lavorazioni di tessuti “non finiti”, ispirazione dalla “pietra pitta”, il tartan.

Delicata la collezione «Zefiro» di Esme Vie, il greco Angelo Bratis lavora sulle linee classiche di Roma e Atene, per la collezione «Doric».

A Palazzo Pallavicini Rospigliosi viene presentata la nuova Fondazione Isabella Rossini. E un tableau vivant composto da quindici ballerine presenta, sulle note di Rossini e Tchaikovsky, una selezione dello straordinario guardaroba di questa signora del gotha internazionale. Una coreografia in cui le danzatrici, tante Donna Isabella con il suoi modelli più preziosi, alla fine lasciano il posto ad Alessandra Rinaldi Garofalo, nipote ed erede della collezione di alta moda, che indossa l’abito di punta creato dalla Sartoria Bonfanti e avvolto da uno scialle in seta e rose di cachemire Fendi.

Un passaggio di testimone tra nonna e nipote e ora, per volontà del marito banchiere Rodolfo Rinaldi e dei figli di Isabella la Fondazione intende mettere a disposizione dei giovani talenti della moda il guardaroba di abiti griffati, scarpe, borse e foulard e aiutare con borse di studio i migliori studenti disabili.

All’Accademia di Moda & Costume è stata selezionata la prima vincitrice: Giulia Saba, aspirante e talentuosa stilista oltre che giocatrice della Nazionale di basket in carrozzella.

Con l’Accademia Massoli e il savoirfaire di Monteneri, AltaRoma valorizza il lavoro degli artigiani. Nove allievi dell’Accademia Massoli di Casperia (Rieti),espressione formativa della sartoria d’eccellenza utilizzata da Fendi e Valentino, reinterpretano abiti iconici della collezione del museo Boncompagni Ludovisi, da Balestra a Valentino, Sarli, Fernanda Gattinoni, Capucci. Poi «Monteneri», che riunisce 600 artigiani pellettieri, produttori per i più importanti marchi internazionali del lusso, presenta «Centerfold: il saper fare messo a nudo», una piattaforma innovativa per un dialogo costante tra designer, artisti e artigiani basato su innovazione e sostenibilità.

A Palazzo Borghese, l’installazione «immersiva» realizzata dal portale interattivo Nowfashion consente di curiosare nei laboratori creativi di Fendi, Valentino e nella sartoria di cinema e teatro Farani. Nello stesso spazio alcuni abiti di couturier: Sylvio Giardina, Alessandro Gaggio, la designer del Qatar Wadha e il brand libanese Ashi Studio.